Gambia: è accaduto l’impensabile…un esempio per l’Africa

Popolazione in festa a Banjul (GettyImages Marco Longari)

Popolazione in festa a Banjul (GettyImages Marco Longari)

Non ci credeva nessuno e invece è accaduto. Nelle elezioni presidenziali in Gambia. Yahya Jammeh ha perso e, almeno stando alle prime dichiarazioni, ha accettato la sconfitta. Questo piccolo paese dunque si libera di un personaggio inquietante e pericoloso che è stato al potere per ben 22 anni.

A vincere è stato Adama Barrow, un imprenditore di 51 anni sostenuto dai principali partiti di opposizione. Ha ottenuto oltre il 45% dei consensi contro il 36% circa del presidente uscente. Quest’ultimo, fino alla fine, ha represso e incarcerato i membri del Partito Democratico Unito del suo oppositore che però ha potuto contare su un forte sostegno della popolazione e, dal punto di vista economico, dei gambiani all’estero.… Continua la lettura

Gambia: un presidente in guerra con la biologia

Yahya Jammeh

E’ al suo quinto mandato presidenziale Yahya Jammeh e, imperterrito, si presenta di nuovo alle elezioni dopo avere riempito, per precauzione, le carceri di oppositori veri o solo sospettati di esserlo. Naturalmente è giunto al potere con un colpo di stato nel lontano 1994.
Il risultato delle elezioni è scontato: vincerà lui che continuerà a guidare il paese – una enclave di terra incuneata nel Senegal – con pugno di ferro, senza limitazioni e con una sorta di follia che lo fa essere un personaggio veramente temibile.
In passato Yahya Jammeh aveva fatto arrestare tutti i guaritori del paese colpevoli di avere provocato la malattia e poi la morte dell’anziana madre.… Continua la lettura

Addis Abeba: una città onnivora

Il corso del fiume Omo

Il corso del fiume Omo

Dall’Etiopia non arrivano più notizie di repressione dopo che nei mesi scorsi si era parlato di centinaia di morti causati dalla polizia e dall’esercito per un progetto, poi rientrato, di allargamento dell’area urbana di Addis Abeba. Progetto che avrebbe finito per espropriare una vasta porzione di terre ai contadini che, in quella regione, sono di etnia Oromo e che, nonostante siano largamente maggioritari, non hanno mai partecipato al potere che oggi è saldamente in mano ai Tigrini che lo detengono da quando, nel 1991, fu rovesciato il dittatore Menghistu.

C’è anche un altra etnia esclusa dal potere in Etiopia, quella degli Ahmara che, storicamente ha quasi sempre fornito al paese il Re dei Re (Haile Selassie, Menelik per citare i più conosciuti).… Continua la lettura

Angola: notizie da un paese in crisi

Isabelita Dos Santos

Isabelita Dos Santos

In Angola si risparmia su tutto. Lo si fa adesso che l’economia del paese è praticamente al collasso vista la caduta del prezzo del greggio e visti i mali di sempre del paese: la non diversificazione dell’economia, la corruzione, l’incapacità di distribuire realmente la ricchezza che, peraltro, in Angola è passata veramente in modo consistente negli anni passati. Tutti mali questi che sono imputabili ad una classe dirigente che è al potere, inamovibile, dal raggiungimento dell’indipendenza ad oggi.

Si risparmia su tutto, dicevamo. Quest’anno, infatti, i dipendenti della compagnia petrolifera Sonangol non riceveranno il tradizionale regalo di Natale, ma una tessera per fare acquisti in due supermercati, uno dei quali di proprietà di Isabelita dos Santos, figlia del capo di Stato Jose Eduardo, nonché presidente della stessa compagnia petrolifera e donna più ricca del continente africano.… Continua la lettura

Corte Penale Internazionale: Il mondo verso l’impunità

cpi inter

Sudafrica, Burundi, Gambia hanno attivato le procedure per disconoscere la Corte Penale Internazionale. Lo avevano annunciato e lo faranno. Altri paesi africani sono avviati su questa strada. La stessa Unione Africana è molto critica con la Corte il cui destino sembra essere segnato: in futuro sarà disconosciuta di fatto, una istituzione praticamente inutile che probabilmente andrà verso la cancellazione.

Tutto ciò avverrà non solo per il disconoscimento africano ma anche perché le Grandi Potenze l’hanno sempre vista come una minaccia. La Russia ha già annunciato che non rinnoverà la sua adesione e gli Stati Uniti non l’hanno mai riconosciuta.

In Africa la Corte è invisa, è vista come una minaccia perché potrebbe mettere sotto accusa molti personaggi politici, anche di quelli al potere.… Continua la lettura