Angola: l’eterno Dos Santos incarcera i rapper

Luaty Beirao in un concerto in Portogallo

Luaty Beirao in un concerto in Portogallo

L’Angola, secondo produttore di petrolio del continente africano, stra attraversando una grave crisi economica determinata dal calo del prezzo greggio sui mercati mondiali. Fino a ieri questo paese era acclamato e lodato come uno dei migliori esempi di sviluppo del continente, con una crescita economica a due cifre. Oggi la crisi mette in luce tutti i limiti di una crescita divorata dalla onnivora classe politica al potere che non è mai cambiata dall’indipendenza ad oggi.

Una classe politica che non ha saputo dividere la ricchezza e che ora, paradossalmente, scaricherà i costi della crisi su una popolazione che non ha mai conosciuto i vantaggi della crescita e delle ingenti ricchezze petrolifere del paese. In questo quadro chiunque osa parlare male del regime e mettere in discussione la sua capacità di distribuire, almeno in parte, i proventi della vendita del petrolio, viene incarcerato.

E’ il caso del giovane rapper Luaty Beirão, in prigione da più di tre mesi con l’accusa di voler rovesciare il potere del presidente Eduardo Dos Santos. Luaty Beirão, 23 anni, invece ha solo chiesto che in Angola la ricchezza sia distribuita e non finisca solo nelle mani dell’avido entourage presidenziale che in questi anni si è arricchito enormemente. Dos Santos è al potere da 36 anni e nonostante da sempre possa contare sui ricchi giacimenti di greggio ha lasciato il paese al degrado. La crescita di questi anni ha fatto nascere grattacieli, centri commerciali, stadi nelle città e ha lasciato le immense baraccopoli ai margini abitate da milioni di persone che non hanno ancora luce, acqua potabile, fogne.

Luaty Beirão, che è stato arrestato tre mesi fa con altre quindici persone, ha anche fatto uno sciopero della fame di quasi un mese. La moglie, Monica Almeida, l’unica che ha potuto trovarlo in carcere, ha detto in una recente intervista alla BBC che le sue condizioni di salute sono critiche.Mentre questo giovane rapper rischia di morire in carcere l’Angola viene celebrata in tutta Europa, per esempio all’EXPO di Milano. Per la liberazione di Luaty Beirão non si è sollevato nessuno, solo Amnesty International ha lanciato una campagna e qualche giornalista ha chiesto la sua liberazione.

Il problema dell’Africa è proprio questo. Finchè regimi come quello angolano non verranno messi all’indice, criticati e penalizzati dall’Europa e dall’occidente in genere, l’Africa continuerà a sfornare migranti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *