Bangladesh e Kenya: gli eroi esistono

Bangladesh e Kenya: gli eroi esistono

bangla deshRicordate Salah Farah al quale in Kenya, nel dicembre scorso, durante un attacco dei miliziani al Sahbaab, era stato chiesto di recitare alcuni versetti del Corano che lui conosceva bene perchè musulmano devoto e praticante e padre di cinque figli? Li aveva recitati correttamente e questo per lui significava la salvezza, lo avrebbero lasciato libero. Ma lui rifiutò di essere liberato mentre gli altri passeggeri, quelli che non avevano saputo recitare i versetti sarebbero stati uccisi. “O tutti” – disse – “o nessuno”. Gli spararono, lo ferirono e morì una settimana dopo in un ospedale di Nairobi.

A Dacca è successo qualcosa di simile a Faraaz Ayaaz Hossaini, giovane, ricco e di religione musulmana che stava cenando con due amiche, una indiana e l’altra americana, nel ristorante attaccato dai terroristi. Pochi minuti dopo l’attacco i miliziani hanno chiesto loro di recitare il Corano. Faraaz lo ha fatto senza problemi. Le sue amiche no. Quei versi non li conoscevano e poi erano vestite in modo peccaminoso secondo i dettami della Sharia. A quel punto i miliziani hanno invitato Faraaz a lasciare il locale, lui libero, le sue amiche sarebbero state uccise.

Faraaz però ha rifiutato sfidando l’arroganza dei terroristi e la loro presunzione. E’ stato ucciso, lui e le due ragazze sono le tre vittime bengalesi dell’attacco. Gli eroi esistono e non esistono inutilmente… Cosa avrà pensato il terrorista che gli ha sparato constatando che quel giovane che conosceva il Corano preferiva la morte piuttosto che abbandonare due amiche infedeli e vestite in modo peccaminoso?

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