Bom dia Moçambique: come nasce una radio

Anzi, come nasce una radio in una regione rurale del Mozambico.

Ho intrapreso questo lungo viaggio per questo e comincio dal dibattito al quale ho assistito ieri: la cerimonia di inaugurazione si deve tenere davanti alla sede della radio? Oppure nel luogo tradizionale dove gli antenati vengono informati di ogni iniziativa importante? Mentre si discute il tecnico all’interno del container, cioè la radio, installa computer, mixer, trasmettitori. Gronda sudore perché in quella scatola metallica non c’è aria condizionata. E’ una lotta contro il tempo: tra quattro giorni ci sarà l’inaugurazione con le autorità, il governatore, il segretario generale, forse anche il vescovo. L’aspettativa è alta. Al mercato i bianchi stranieri vengono riconosciuti come i tecnici della radio e negozianti e compratori chiedono, si informano, su quando la radio comincerà le trasmissioni.

Insomma per Gilè è un evento. Si, perché il luogo ha questo nome curioso, Gilè, che in realtà è il nome del monte che sovrasta la cittadina nella quale arriva solo una strada sterrata, manca spesso l’elettricità e i segnali dei cellulari arrivano precari. Ma la vista è fantastica: il monte Gilè è un massiccio imponente che si eleva isolato, solitario da una pianura di savana umida fatta di palme, alberi di mango e di caju. Il monte è un panettone che fa da base all’interno del quale è stato incastrato un cilindro con le pareti verticali che domina tutto il panorama circostante e limiterà in modo sensibile le emissioni della radio.

Ma la radio – che è stata voluta, organizzata, ideata dalla comunità locale attraverso Nafeza, un cartello di associazioni femminili della società civile – è un evento anche politico. Per ora se ne parla poco, nelle aspettative dei commercianti del mercato e della popolazione c’è la musica e l’intrattenimento. In realtà però chi ha voluto questa radio pensa anche ad altro. Significativo è un fatto: il governatore della regione è stato informato dell’iniziativa e ha assicurato la collaborazione della polizia che avrebbe dovuto fare la guardia notturna al container con le attrezzature. Ma i poliziotti non si sono presentati. Allora la presidente dell’associazione che promuove la radio ha svegliato nella notte il capo della polizia che, infine ha dovuto mandare due uomini di guardia.

In realtà i promotori locali della radio hanno dibattuto a lungo se era giusto chiedere la protezione della polizia oppure assicurarsela in proprio con turni interni. I fautori di questa seconda ipotesi avevano la visione più lunga: non chiedere significherà poi poter essere più liberi e avere buoni argomenti per mantenere la radio autonoma e slegata dai poteri politici. Significherà, per esempio, poter far pagare gli spot pubblicitari o elettorali e non interpretarli come uno sdebitamento con chi ha aiutato la radio.

Insomma quello che sta dietro ad una radio che ancora non è nata è una discussione che è la stessa in tutto il mondo e riguarda il sistema globale dell’informazione e la sua libertà e indipendenza dai poteri politici. Il tutto avviene qui, in Mozambico, regione di Quelimane, Zambesia, distretto rurale di Gilè.

1 comment for “Bom dia Moçambique: come nasce una radio

  1. CARLO
    22 novembre 2012 at 04:32

    E’ UNA BELLA NOTIZIA! QUANDO NASCE UN GIORNALE O UNA RADIO NUOVA, E’ COME SE NASCESSE UN BAMBIN0 O UNA BAMBINA! PERCHE’ PORTANO SPERANZA E FUTURO PER TUTTI! E DOBBIAMO GIOIRE. SE POI QUESTA RADIO NASCE IN UNA ZONA DI CAMPAGNA, LA NOTIZIA E LA GIOIA SONO ANCORA PIU’ GRANDI. AUGURI E BUON CAMMINO, DA CARLO, CHE HA VISTO NASCERE UN GIORNALE ANCORA PRIMA CHE VENISSE PUBBLICATO, DAL NUMERO ZERO. E’ STATA UNA SENSAZIONE ECCEZIONALE. AUGURI ALLORA, E BUONA STRADA! CARLO CASTELLINI.

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