Bom dia Moçambique

Ecco Maputo. Bom dia Mozambique. Manco dal 2007, cinque anni, e la città è irriconoscibile, a cominciare dall’aeroporto, una struttura di vetro, acciaio e cemento, costruita sul vecchio scalo da un’impresa cinese. I cinesi hanno anche rifatto la città: palazzoni, edifici ministeriali, strade, centri commerciali. Per riconoscere la città bisogna andare in periferia, nella cintura dove sorgono i quartieri poveri e le favelas. Qui tutto è rimasto uguale, segno che la ricchezza prodotta da una crescita più che consistente non è stata affatto distribuita E il malcontento si sente. In questi giorni la popolazione sta replicando una protesta già attuata l’anno scorso, proprio di questi tempi, quando era aumentato il prezzo del pane. Oggi gli aumenti riguardano i trasporti pubblici: da 5 Metical a 7,5, un aumento del cinquanta per cento circa. L’equivalente di 25 Metical è 25 centesimi di euro che qui non sono affatto irrilevanti, anzi…

La forma di protesta è interessante. I consueti passeggeri dei mezzi pubblici, i tradizionali chapa, vengono invitati ad andare a piedi, a boicottare gli autobus, i pulmini, le auto che, su autorizzazione del governo, possono fare trasporto pubblico e su autorizzazione del governo hanno aumentato i prezzi.

Su Avenida Angola, su Acordos de Lusaka, su Avenida Eduardo Mondlane, le grandi arterie che attraversano Maputo si possono vedere folle di persone che camminano spediti, convinti, determinati per chilometri. Tutti hanno ricevuto un sms che dava le coordinate della protesta: orario di inizio, luoghi in cui concentrarsi, come comportarsi.

La domanda ve la sarete già fatta, ed è legittima: chi sta dietro questa protesta? Chi invia gli sms? Chi stabilisce strategia, giorni di boicottaggio, tempi? Impossibile saperlo con certezza: c’è chi dice che dietro ci sono i sindacati, chi afferma che c’è l’opposizione politica al presidente Guebuza, esponente dello storico partito del Frelimo, al governo dalla fine della guerra civile. Il fatto è che non ci sono notizie precise. Forse chi manovra ha tutto l’interesse a far credere che si tratti di una protesta spontanea.

Del resto tutti sanno in questo paese che i motivi di malcontento non mancano. Tutti sanno che questo governo non ha saputo realmente migliorare la vita della gente. E il futuro non potrà esser diverso malgrado il paese sia diventato una sorta di nuova frontiera delle materie prime del continente africano. Nella provincia di Tete sono stati trovati giacimenti di gas naturale molto ricchi, è stato anche scoperto il più grande sito minerario di carbone di tutta l’Africa. Off Shore ci sarebbero anche grandi riserve di petrolio.

Nel paese ormai c’è di tutto: asiatici, latinoamericani, australiani, naturalmente i vicini sudafricani e naturalmente le vecchie potenze occidentali che fanno più fatica a stare al tempo ma non hanno mai mollato il colpo. La gente che protesta, con civiltà, senza violenze sa bene cosa vuole. Cosa accadrà in futuro? Quali saranno i prossimi equilibri? Chi uscirà vincente? Oppure quale sarà il compromesso che accontenterà tutti?

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