Brazzaville: la prossima rivolta?

Il fiume Congo e sulle sue sponde Brazzaville e KinshasaOltre 300 mila persone hanno manifestato per le strade di Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, contro l’annuncio del presidente della Repubblica, Denis Sassou Nguesso, di voler indire un referendum costituzionale.

La manifestazione e’ stata organizzata dai leader delle due principale piattaforme dell’opposizione, l’Iniziativa per la democrazia congolese e il Fronte congolese per la difesa della democrazia. Il presidente del Congo è stato definito “un danno per la democrazia”. I manifestanti portavano cartelli con scritto: “E’ sufficiente”, e “32 anni al potere sono troppi”.

Le opposizioni sostengono che il referendum costituzionale è una semplice manovra di Nguesso per poter fare un terzo mandato, in violazione della costituzione vigente che limita a due i mandati. L’opposizione chiede un’alternanza democratica con uomini nuovi e minaccia che se Nguesso persevererà nella volontà di organizzare il referendum, faranno scendere tutto il popolo nelle strade.

“Il popolo congolese – hanno aggiunto – non è in pace, è stato sacrificato sull’altare dell’egoismo”. I leader dell’opposizione, infine, hanno chiesto ai loro militanti di non partecipare alla revisione delle liste elettorali lanciata dal governo: “Noi siamo per il rispetto della Costituzione, vogliamo che il popolo scelga liberamente il suo presidente, perchè il Congo possa avere un presidente che non sia Nguesso, 32 anni al potere sono troppi”.

La manifestazione si è svolta senza incidenti e le forze dell’ordine si sono mantenute a debita distanza per evitare provocazioni. Fin qui la notizia, così come l’hanno passata le agenzie. Già qualche giorno fa si era appreso dell’intenzione di Nguesso di fare un referendum e di modificare la costituzione. Un giochetto atteso e nemmeno troppo originale. Avevamo scritto che a Brazzaville sarebbe scoppiata la prossima rivolta.

Per ora il tutto è gestito dalle opposizioni che sono manovrabili e sensibili alle promesse del potere. Staremo a vedere se la protesta assumerà la forma della contestazione generalizzata di tutta la società civile, come è accaduto in Burkina. Sta di fatto che in queste ore nessuna potenza europea o occidentale ha rivolto un monito al presidente a rispettare la costituzione. Così lesti ad esportare la democrazia in altre occasioni qui, l’Occidente, rispetta un silenzio che sa di omissione. Eppure il copione è sempre lo stesso….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *