Brexit: nel Regno Unito si annidava un po' di Grecia. Gli africani lo sanno da tempo

Brexit: nel Regno Unito si annidava un po’ di Grecia. Gli africani lo sanno da tempo

0,,19336875_303,00Non si può davvero parlare d’altro. La notizia del voto per la Brexit in Gran Bretagna è totalizzante e, oltre che per l’Europa e la Gran Bretagna, ha conseguenze anche per l’Africa. In Particolare per l’immagine che gli africani hanno dell’Europa, e per ciò che in Africa gli europei fanno. Un’Europa senza Regno Unito è ovviamente più debole e, di conseguenza, la sua forza si ridimensiona in tutto ciò che fa: per esempio le richieste di maggiore democrazia o i moniti, le minacce, i provvedimenti che adotta verso quei paesi o quei dittatori che si sentono inamovibili.

In più ad andarsene dall’Europa è un paese che in Africa, assieme alla Francia, ha responsabilità storiche infinite. Londra e Parigi, di fatto, sono i maggiori responsabili dei confini attuali. In sostanza in Africa c’è “tanta” Gran Bretagna che adesso non è più Europa.

Ad andarsene dall’Europa poi è il paese che ha l’esercito più organizzato, più efficiente, più preparato e più armato. Certo, bisognerà vedere con quale grado di separazione Londra praticherà questa “secessione” voluta dal voto, ma di sicuro, per esempio, le missioni militari o di interposizione dell’Unione Europea in Africa saranno meno incisive.

C’è infine una riflessione che non si può non fare e riguarda la geografia del voto: a votare per exit nel Regno Unito sono state le regioni più povere, quelle massacrate dalla crisi, le regioni operaie. Le città, a cominciare da Londra, hanno espresso una larga maggioranza per il “remain”. Significa che il voto ha manifestato insofferenza per questa Europa. Un’Europa che ha massacrato i deboli, fatta di paesi che non vogliono cedere sovranità, che hanno chiuso le porte ai migranti.

Se si fosse votato in Grecia l’esito del voto sarebbe stato scontato. Evidentemente c’è un po’ di Grecia anche nel resto di Europa. Agli africani tutto questo non sfugge. Infatti le mete di chi arriva in Europa sono cambiate. Addirittura in molti casi l’intera Europa è solo una tappa. Il voto nel Regno Unito ha reso tutto questo ancora più evidente.

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