Buon compleanno Madiba

Il 18 luglio del 1918 nasceva Nelson Mandela. Tra i tanti anniversari celebrati in modo rituale questo potrebbe essere investito di significati di grande attualità. Mandela è certamente uno dei principali artefici di una eroica lotta anti-razzista. E’ anche il padre del progetto politico che ha sconfitto l’apartheid e dal quale è nato il Sudafrica che conosciamo oggi. E’ anche l’uomo che ha saputo evitare un bagno di sangue in un paese in cui una minoranza bianca teneva soggiogata la maggioranza nera che era vittima di violazioni, soprusi, umiliazioni.

A me però piace celebrare il compleanno di Mandela sottolineando il suo rapporto con il potere. Avrebbe potuto fare il presidente a vita, nessuno glielo avrebbe potuto negare. Avrebbe potuto rivendicare una carica attraverso la quale continuare a fare il padre della Nazione. Avrebbe potuto introdurre nelle stanze del comando membri della sua numerosa famiglia. Niente di tutto questo. Mandela si è fatto da parte al primo mandato. Ha continuato a svolgere attività a favore dei diritti umani nel mondo e dopo cinque anni ha annunciato di volersi ritirare a vita privata e dedicarsi alla famiglia.

Tutto questo in un Africa in cui i presidenti stanno in carica decenni e  preferiscono gettare il loro paese nella guerra civile piuttosto che cedere il potere. Che dire di fronte a schiere di capi di stato che organizzano elezioni e le vincono, sempre? Che dire in un continente in cui la stragrande maggioranza dei presidenti lasciano il potere solo con la morte e, non soddisfatti, insediano sul trono i figli?

Mandela ha saputo dare al mondo – e non solo all’Africa – un esempio luminoso. Per questo buon compleanno Madiba.

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