Burkina Faso: una rivoluzione sprecata?

downloadSul Burkina Faso si sono spenti i riflettori. Di fatto c’è stata, in successione, una rivoluzione di popolo che ha rovesciato e costretto alla fuga l’eterno Compaorè, una presa di potere dei militari e subito dopo un’altra presa di potere che non si può non definire un golpe.
La rivoluzione è stata espropriata e tutta la classe politica (partiti di opposizione e partiti di potere, compreso quello di Compaorè) si sono piegati al loro volere. Sospesa la costituzione, respinte le richieste europee e internazionali di consegnare il potere ad un civile, ignorata la norma costituzionale secondo la quale ci sarebbero dovute essere elezioni entro novanta giorni.
Isaac Zida, l’uomo forte che ha preso il potere, ha già detto che non si voterà prima di un anno. L’Europa ha promesso sanzioni ma sia l’Unione Africana che l’Ecowas hanno chiesto di non imporle e di concedere tempo al Burkina Faso in questo momento delicato.
Sempre lui, l’uomo forte, ha deciso che anche uomini del partito di Compaorè e del suo entourage potranno partecipare alla definizione della transizione politica che si concluderà, appunto, tra un anno. Dopo un primo incontro ha anche detto che tutti sono d’accordo sul profilo della personalità civile che dovrà guidare la transizione.
Insomma, metodi da militare, per ora, e nessuna, almeno per il momento, proposta per far contare di più la spinta che è arrivata dalla piazza, da quella società civile che ha dato la spallata definitiva a Compaorè.

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