Burundi dimenticato

Burundi dimenticato

Sul Burundi, dopo il fallito colpo di stato, si sono spenti i riflettori. Spesso accade così che l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale venga meno anche se le vicende di cui si è interessata poco prima non sono affatto finite, anzi, forse sono addirittura divenute meritevoli di maggiore attenzione.

E’ il caso del Burundi: dopo il fallito colpo di stato contro il presidente Nkurunziza la situazione è divenuta esplosiva e ora il paese sembra ad un passo da una guerra civile. Spenti i riflettori le strade della capitale Bujumbura hanno continuato a riempirsi come accadeva anche prima del colpo di stato. E per le strade sono continuati disordini, scontri e tensioni con morti e feriti.

L’ultimo di questi episodi è di poco fa: Tre persone sono morte nel centro della capitale, per l’esplosione di due granate lanciate tra la folla. Tutto ciò accade perché il presidente Nkurunziza, pur avendo fatto già i due mandati previsti dalla costituzione, vuole ripresentarsi alle elezioni che ha rimandato di qualche giorno, ma alle quali non vuole rinunciare.

Ciò che fa temere che la situazione precipiti è che in questi ultimi giorni è emersa una frattura all’interno dello stato tra esercito e polizia. Qualche giorno fa un agente ha addirittura ucciso un militare durante una manifestazione durante la quale l’esercito si opponeva alle cariche della polizia che attaccava a colpi di arma da fuoco i dimostranti.

Tutto ciò da qualche giorno accade quasi sotto silenzio. Di sicuro i media internazionali, l’opinione pubblica e la diplomazia africana e europea si sveglieranno quando la situazione avrà raggiunto il punto di non ritorno e il piccolo Burundi sarà precipitato nuovamente in uno scontro frontale che sarà difficile disinnescare.

Ciò che servirebbe in queste ore è una presa di posizione netta dell’Europa che disconosca Nkurunziza, che minacci sanzioni a lui e al suo entourage. La sua avidità di potere sta alla base di tutto ciò che sta accadendo.
L’Europa e l’Occidente in genere chiedono ai paesi africani elezioni, multipartitismo, democrazia. Che si dica che le elezioni sono democratiche se si svolgono nel rispetto della costituzione e non per il solo fatto che si svolgono.

1 comment for “Burundi dimenticato

  1. Bruno Fini
    23 maggio 2015 at 14:47

    Per chi è interessato al Burundi queste notizie sono un piccolo tesoro. figurarsi se i cosiddetti mezzi di informazione dedicano attenzione a un piccolo paese povero… strani salti della storia: in Burundi la terribile strage del 1972 (ero là in quel periodo) fu attuata dall’esercito, oggi l’esercito starebbe difendendo la popolazione dalla polizia. Questi regimi africani hanno sempre delle forze oscure che li appoggiano… condivido che l’Europa dovrebbe intervenire con diplomazia “forte”, altro che bombardare barconi!

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