Cambiare volto ad un paese

Il Mali è uno dei paesi più a rischio di caos politico, economico e militare per il prossimo futuro. Una crisi istituzionale a Bamakò, con i militari che, dopo il golpe di marzo, hanno mantenuto, di fatto, un forte potere di influenza politica. E un nord controllato dai gruppi dell’integralismo islamico con le popolazioni autoctone – i touareg in primo luogo – estromesse dal controllo politico e territoriale. A tutto questo si aggiunge la preparazione di una missione militare sotto egida Onu che trasformerà, probabilmente, questo territorio in una sorta di Afghanistan in piena Africa Occidentale. Tutto questo cambierà volto a questa regione che ho sempre considerato una delle più affascinanti di tutta l’Africa. Per cultura, tradizioni, diversità, natura. Peccato! Il rischio che non sarà più così è veramente concreto. Ecco come raccontavo, una decina di anni fa, un viaggio sul grande fiume Niger in questo magnifico paese…

Navigando su una delle innumerevoli pinasse che solcano le acque del fiume Niger nel suo corso centrale l’immagine che si ripete all’infinito è quella di sterminate mandrie di zebù che pascolano sulle rive di terra rossa. Alternato a questo spettacolo c’è quello di precari villaggi di casupole di terra dalle quali si affaciano i più svariati personaggi: vecchi con il bastone piazzato di traverso sulle spalle, donne circondate da secchi multicolori che si lavano nell’acqua del fiume, bambini che, avendo individuato un bianco sulla pinasse, salutano al grido di Toubab, bianco, appunto. E dove non ci sono né zebù né villaggi gli uccelli la fanno da padrone: ce ne sono migliaia di specie, colorati come non si potrebbe mai credere e di tutte le dimensioni. Uno spettacolo vederli librarsi in volo in formazione appena scorta l’interessata presenza umana. E lo spettacolo non è finito perché il traffico fluviale che solca le acque del fiume e tra i più variopinti e suggestivi: ci sono fragili piroghe che sembrano fuscelli con un pescatore a poppa che con un bastone punta il fondale e spinge l’imbarcazione, ci sono le pinasse, barche che vanno dai cinque metri ai dodici-tredici, veri e propri autobus o taxi brusse che trasportano passeggeri esattamente come farebbe un pulman di linea, con tanto di fermate nei svariati villaggi, e ci sono barche da trasporto di vari materiali di tutte le fogge e di tutte le taglie, le più curiose sono quelle a vela. Una vela che non è proprio una vela e che rivela l’ingegnosa creatività delle popolazioni locali che, sfruttando i sacchi di tela, quelli nei quali si trasporta riso, manioca, legumi, costruiscono vele che farebbero invidia alla sceneggiatura di un film sui corsari. I sacchi vengono aperti lungo i fianchi e poi cuciti insieme. Ce ne vogliono cinquanta sessanta, forse ancora di più per trasformare una insignificante barca in un suggestivo vascello che non ha bisogno di motore e di carburante.

Il fiume Niger nasce in Guinea e da qui spinge le sue acque verso nord, verso Bamako, la capitale del Mali e poi ancora più a nord lambendo Djennè, una delle più suggestive città di questo paese e poi ancora verso nord, incurante del fatto che il territorio comincia a diventare desertico, fino a Tombouctu dove arrivano le prime propagini di quel mare di sabbia che è il Sahara. Poco dopo il Niger si decide a cercare il mare vero e piega verso sud attraversando il Niger e la Nigeria fino al delta, nella regione di Port Harcourt.

Navigare sul Niger è come studiare storia, geografia, sociologia, a suon di musica. Si perché proprio nei ben 1626 chilometri di corso in Malì si possono incontrare villaggi e luoghi dove sono nati i principali musicisti di questo paese dalle tradizioni musicali antiche. Un immagine: una piccola pinasse che solca le acque del Lac Debo, nel delta interno, al tramonto mentre placide mandrie di animali pascolano sulle sponde lontane e la musica di Ali Farca Tourè si spande nell’aria da un apparecchio posato sulla prua. Se guardate a destra, proprio laggiù in fondo, quel piccolo villaggio di case di terra è il villaggio natale del grande artista maliano….

A chiusura di questo ricordo mi tocca aggiungere che i miliziani di Al Qaeda per il Maghreb islamico lo hanno devastato di recente, considerando la sua musica blasfema, un oltraggio al Profeta.

 

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