Carboidrati e proteine

Prendo spunto dalla nomina ad inviato speciale dell’Onu per il Sahel di Romano Prodi da parte del segretario generale dell’Onu, per fare un ragionamento su quest’area dell’Africa che molto spesso è teatro di tensioni, conflitti, scontri.

Il Sahel è quella fascia semi desertica che va dal Mar Rosso all’Oceano Arlantico e che collega il Sahara alla cosiddetta Africa Sub Sahariana. In sostanza è una sorta di cerniera, un ampia fascia di confine molto delicata dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista antropologico, etnico, politico, sociale. Alcune immagini del Sahel sono diventate l’immagine dell’Africa: una savana secca, che combatte con la desertificazione avanzante e che periodicamente deve fare fronte a carestie provocate dalla siccità. La fascia del Sahel tocca – e influenza l’economia e la politica – diversi paesi: Sudan, Ciad, Niger, Mali, Mauritania, Senegal.

L’uomo ha imparato a vivere in questo territorio poco generoso, anzi piuttosto difficile. Le popolazioni di questa fascia hanno sviluppato un sistema fragile, delicato eppure efficientissimo. Si tratta di un sistema che si fonda sull’incontro tra popolazioni.

Quelle che vivono a nord del Sahel sono allevatori nomadi. Lo sono per necessità: la terra è semi desertica, non adatta all’agricoltura. Questi popoli non possono essere stanziali, devono in continuazione trovare pascoli per le loro bestie: capre e cammelli, perlopiù. Quelle del sud invece vivono di agricoltura. Possono essere stanziali, sono legate al loro campo coltivato.

Le prime sono spesso di origine araba e di religione musulmana. Le seconde sono nere-africane, in genere di religione cristiana.

Le prime, per il loro nutrimento, hanno in abbondanza proteine, quelle della carne dei loro animali. Le seconde possono contare sui carboidrati dei loro prodotti dell’agricoltura.

Carboidrati e proteine. Entrambi fondamentali per la vita! E’ su questa realtà che si fonda quel sistema efficientissimo e fragilissimo di cui sopra: sull’incontro di queste popolazioni e sullo scambio tra prodotti dell’agricoltura e prodotti dell’allevamento.

E’ un sistema estremamente delicato. Perché si inceppi ci vuole poco: un contrasto, una guerra, un confine che si surriscaldi. Oppure qualcuno che decida di usare, per i propri fini, una o l’altra di queste popolazioni. Qualcuno che abbia interesse al contrasto, che usi questo sistema come un’arma.

Ecco allora che la siccità diventa micidiale, che la carestia produce fame e violenze e che le popolazioni diventano ostaggi, variabili in conflitti che spesso (non sempre, per la verità) risiedono lontano dai luoghi dove se ne vedono gli effetti.

Prodi, neo inviato speciale per il Sahel, dovrà fare i conti con conflitti che, tra le loro componenti, hanno anche la rottura di questo equilibrio. Prima di tutto il conflitto del Mali: da una parte i touareg, nomadi e allevatori al nord. Dall’altra le popolazioni nere del Sud che, dopo il colonialismo, sono state scelte come eredi del potere lasciato dalla Francia.

 

1 comment for “Carboidrati e proteine

  1. 11 ottobre 2012 at 03:49

    Perchè Prodi, che ci ha messo di suo per far litigare i paesi del sud-Europa (Spagna, Italia, Grecia) con i paesi del nord-Europa (Olanda, Belgio, Germania,…) attraverso l’uso della moneta unica, l’euro (come spiega il prof. Amoroso dell’Università di Copenhagen nei suoi libri: Euro in bilico e La fine dell’euro) ?

    Non vorrà ripetere l’esperienza nel Sahel ?

    In fondo la biodiversità, necessaria in natura, è necessaria anche per le culture (e le monete) !
    Buona giornata,

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