Centrafrica: aspettando il Papa…e la pace

Tensione alle stelle in queste ore a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, dove il Papa andrà in visita apostolica a fine mese. Diversi quartieri sono stati dati alle fiamme e diverse persone sono state massacrate in una nuova esplosione di violenza settaria nel Paese tra cristiani e musulmani.

Testimoni locali raccontano di aver trovato numerosi cadaveri abbandonati nelle strade con le gole tagliate. Gli scontri sono scoppiati alcuni giorni fa, in un quartiere a maggiornaza musulmana, sotto assedio da parte delle milizie cristiane. In altre zone, interi isolati sono stati dati alle fiamme dalla popolazione di fede musulmana e altre sono state saccheggiate.

La situazione nell’ex colonia francese, uno dei Paesi più poveri e instabili dell’Africa, è precipitata dopo la deposizione del presidente Francois Bozize in un colpo di stato organizzato dai ribelli musulmani Seleka, nel marzo del 2013.

Un forte appello alla parti coinvolte affinchè si ponga fine a questo ciclo di violenze è stato rivolto dal Papa dopo l’Angelus di ieri. Bergoglio ha inoltre annunciato la decisione di aprire il 29 novembre, proprio nella Cattedrale più importante del Centrafica, quella di Bangui, la Porta Santa della Misericordia, con una settimana di anticipo rispetto alla data dell’8 dicembre, inizio ufficiale dell’Anno Santo della Misericordia.

La visita del Papa in centrafrica è la prima di un pontefice in un paese in guerra. Pare che in molti all’interno del suo entourage abbiano sconsigliato la visita nel paese ma pare, Bergoglio voglia assolutamente portare a termine i suoi progetti.

La sua visita assume una importanza e un significato particolare perchè formalmente in Centrafrica c’è un conflitto religioso tra Cristiani e Musulmani. Di fatto, in quel paese, sono in gioco interessi enormi legati a materie prime come oro, diamanti e petrolio e la religione è una sorta di pretesto. Prima della deposizione di Bozizè Cristiani e Musulmani convivevano in modo pacifico. I Cristiani erano la stragrande maggioranza e i musulmani poco più del dieci per cento della popolazione.

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