Centrafrica: con regia francese in scena la fine di un presidente

images (1)La notizia era attesa. Il regime Centrafricano è arrivato al capolinea: conquistata la capitale da parte dei ribelli della coalizione Selekà. Il presidente Francoise Bozizè sarebbe fuggito attraversando il fiume Oubangi e si troverebbe in Repubblica Democratica del Congo. Il suo esercito, secondo un copione noto in Africa, non avrebbe mosso un dito per difenderlo. Ma soprattutto anche la Francia ha lasciato che tutto accadesse.

La caduta di Bozizè e il cambio di regime in Centrafrica erano attesi. Era evidente che Parigi aveva mollato il suo vecchio alleato, considerato impresentabile e, forse, troppo soggetto alle lusinghe cinesi e indiane per le sue ricchezze minerarie. Ma ugualmente il comportamento di Parigi è certamente da analizzare.

La politica estera della Francia in Africa non cambia mai. E’ stata la stessa con Mitterand o con Chirac. E’ la stessa sia con Sarkozy al potere, sia con Hollande. Si potrebbe dire che per Parigi il colonialismo non è mai finito. Negli ultimi mesi l’interventismo francese nel continente consente di imagesaffermare che il Quai D’Orsay considera l’Africa, e quella Occidentale in particolare, il suo cortile di casa: la Francia è intervenuta con proprie truppe in Libia, in Costa D’Avorio, in Mali. Parigi ha militare schierati in buona parte delle sue vecchie colonie con le quali ha accordi vigenti di cooperazione militare, ha imposto una moneta comune alle sue vecchie colonie, il Franco CFA.

Poi la Francia, in diverse situazioni, ha praticamente colonizzato interi settori produttivi. Si pensi all’uranio del Niger, sfruttato, fino a pochi anni fa in condizioni di monopolio, dall’impresa di produzione di energia atomica di bandiera, Arevà.

Insomma la Francia in Africa non transige e non accetta tradimenti effettivi o anche solo paventati. Nel caso del Centrafrica Parigi ha immediatamente schierato le proprie truppe ma, con un cinismo veramente difficile da imitare, solamente per mettere in sicurezza l’aeroporto in caso di evacuazione dei propri cittadini residenti nel paese.

Per il resto ha lasciato fare. Quando Bozizè negli attacchi di gennaio aveva chiesto l’aiuto del vecchio alleato francese, Parigi, con una freddezza impressionante, aveva risposto che le sue truppe non erano lì per difendere i regimi ma solo i propri cittadini.

Evidentemente la Francia per il dopo Bozizè ha già la pedina vincente. Il Centrafrica è immensamente ricco di risorse minerarie e agricole. Vedremo che cosa Parigi saprà estrarre dal cappello di Seleka, questa coalizione variegata che rischia di essere altamente rissosa al suo interno.

1 comment for “Centrafrica: con regia francese in scena la fine di un presidente

  1. 25 marzo 2013 at 06:45

    Il franco CFA è per i francesi come l’euro per i tedeschi…

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