Centrafrica. Il cinismo ipocrita della diplomazia francese

Sulla crisi in Repubblica Centrafricana c’è stata una stupefacente, anzi, direi istruttiva, dichiarazione del presidente francese Hollande. Il Capo dello stato francese dice: “Se siamo presenti (in Centrafrica), non è per proteggere un regime, ma per proteggere i nostri connazionali e i nostri interessi. Non siamo in alcun modo presenti per intervenire negli affari interni di un Paese: quei tempi sono finiti”. La domanda è: quando sono finiti? Di interventi francesi in Africa si potrebbero riempire pagine e pagine, e non solo nelle vicende del passato, ma anche recenti e, addirittura, recentissimi. Solo per fare un esempio eclatante basterebbe citare la Costa D’Avorio dell’ultima crisi.

Di fatto la dichiarazione di Hollande è il migliore esempio di interventismo francese in Africa. Il fatto è che Parigi considera che il presidente Centrafricano, il filo francese Francoise Bozizè (nella foto con Chirac), abbia fatto il suo tempo e sia inadatto a difendere gli interessi dell’ex potenza coloniale in Centrafrica. Paese che è stato scoperto ricco di risorse e materie prime strategiche.

Così la posizione francese diventa quella della potenza “verginella”, non interventista, rispettosa degli affari interni di un paese nel quale Parigi ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo.

La frase “Non siamo qui per proteggere nessun regime ma solo i nostri connazionali” tradotta è un messaggio ai ribelli della coalizione Seleka: “avanzate sicuri, la Francia vi attende a Bangui e si aspetta che siate all’altezza di difendere gli interessi di Parigi prima e meglio di quelli delle altre potenze”.

Un messaggio chiarissimo dato che l’esercito governativo – male armato, demotivato e poco pagato – si è dissolto, fino ad ora, davanti all’avanzata dei ribelli che controllano ormai buona parte del nord del paese.

Naturalmente la diplomazia francese – che in Africa fa sempre la stessa politica, che ci sia la destra o la sinistra al potere – ha anche dovuto fare le solite dichiarazioni di rito: ha chiesto la cessazione delle ostilità, negoziati tra le parti, protezione per i civili, un intervento dell’Onu, etc, etc….

Il vero messaggio ha viaggiato su un’altra lunghezza d’onda e, ci si può scommettere, è arrivato a destinazione.

 

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