Che Calderoli si dimetta. Si facciano sentire anche gli africani d’Italia

imagesSapevo che sarebbe andata a finire così. Continuando a sbeffeggiare, Calderoli avrebbe chiesto scusa, ma non si sarebbe dimesso.

Tanto tutti sanno che le scuse sono finte e che il personaggio si prepara al prossimo atto o dichiarazione razzista che gli porterà i consensi della parte più bieca e ignorante del paese. Così Calderoli, o chi per lui (non è certo l’unico), continuerà a rimanere in pista e in vista, e ogni respiro o ogni pensiero rimbalzerà sulla stampa e sui media dandogli una notorietà che in un paese civile non potrebbe avere.

Personalmente penso che Calderoli si debba dimettere. E se non lo farà lui che lo faccia la metà del governo, quella che trova insopportabile il razzismo. Credo che le questioni di principio debbano esistere: questa è una. E’ intollerabile che un governo e un paese siano rappresentati da un razzista, provocatore e ignorante.

Se si trovasse un compromesso su questa vicenda il messaggio che arriverebbe al popolo (e al mondo, si veda la foto di apertura. Ci piace?) sarebbe che un paese civile può convivere con il razzismo e che la “ragion di stato” è più importante dei valori che lo fondano. Non è un bel messaggio.

Ciò che invece questa vicenda, sebbene non sia conclusa, ci dice è che il razzismo è tutt’altro che un fenomeno del passato. Ci dice anche che il razzismo, ai nostri tempi, è diventato un modo per fare politica, per ottenere consensi, per rimanere sulla cresta dell’onda.

Ecco perché – ha ragione Letta – bisogna chiudere questa vicenda al più presto e in modo netto, con le dimissioni di Calderoli, senza compromessi.

Infine credo che qualcosa in questa vicenda possano fare anche gli africani in Italia. Non penso a manifestazioni di piazza o alle classiche dimostrazioni politiche o rivendicative. Credo che gli africani debbano però dimostrare di esserci, di fare parte del tessuto sociale di questo paese, di essere in grado di creare cultura in modo da volare più alto delle bassezze alle quali vorrebbe costringerci Calderoli e quelli come lui.

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