Che partita si gioca in Egitto?

imagesQuesto blog si occupa in modo quasi esclusivo all’Africa a Sud del Sahara, ma gli avvenimenti che stanno accadendo in Egitto non mancheranno di avere ripercussioni nei paesi del resto del continente.

Storicamente l’Egitto ha pesantemente influenzato, con la sua storia, un po’ tutto il bacino del Nilo, fino alle sue sorgenti, cioè fino a quell’area sensibile che è la regione dei Grandi Laghi, vero e proprio forziere di ricchezze minerarie e non solo. In particolare, poi, la storia e gli avvenimenti egiziani hanno avuto ripercussioni nel Corno d’Africa. Basta pensare alla cultura e alle tradizioni dell’altopiano etiopico le cui popolazioni sono di religione cristiano copta e riconoscono autorità religiose egiziane.

Ciò che c’è in gioco in queste ore in Egitto è semplice, ed enorme allo stesso tempo: questo paese cruciale dal punto di vista geo strategico deve passare sotto la gestione di una forza di matrice musulmana? O deve rimanere, come era ai tempi di Mubarak, sotto la giurisdizione effettiva dei militari? Questi ultimi, negli anni passati, hanno garantito la laicità tenendo lontano dal potere i Fratelli Musulmani e rendendo l’Egitto un paese moderato che, oltre al ruolo mediorientale, non ha mai apertamente favorito una penetrazione islamica del continente africano.

Quello della penetrazione islamica dell’Africa è un tema sensibile di questi tempi. Basta pensare al ruolo degli Shebab in Somalia e nel Corno d’Africa, oppure alla recente guerra in Mali e al “contagio” islamico proveniente dal vicino Maghreb, oppure, ancora, a Boko Haram in Nigeria.

Insomma in queste ore in Egitto si gioca una partita che, oltre che per il Medio Oriente e le relazioni con l’Europa, ha una valenza importante anche per l’Africa. Una partita nella quale non ci sono buoni e cattivi: da una parte i militari che non hanno mai mollato il potere e che non avrebbero esitato a usare violenza contro chiunque minacciava la loro supremazia. Dall’altra delle forze di matrice religiosa che (si veda la Turchia) sono invise a quei settori della società che realmente sognano un progresso laico, aperto, dialogante.

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