Colera: la malattia della miseria

Colera: la malattia della miseria

In corso a Lusaka, capitale dello Zambia, la più grande campagna di vaccinazione per il colera mai intrapresa. Si prevede di vaccinare più di mezzo milione di persone per via orale, nel tentativo di contenere l’epidemia che ha avuto inizio nel mese di febbraio ed ha colpito soprattutto le baraccopoli ai margini della città. All’inizio di Aprile si contavano un totale di 664 casi e 12 morti nella sola Lusaka. E l’epidemia era (ed è ancora) in espansione.

A Lusaka ben oltre un milione di persone vivono in insediamenti sovraffollati, cioè in slum senza fogne e senza acqua potabile che, ogni stagione delle piogge, sono a rischio colera. Quest’anno la stagione è arrivata in ritardo e questo ha causato il prosciugamento dei pozzi, costringendo la popolazione a usare acqua di superficie, poco sicura. Quando è arrivata la pioggia, l’acqua piovana si è mescolata alle latrine stracolme e ha creato fiumi e laghi di acqua contaminata che le persone sono costrette ad attraversare. Questo ha creato le condizioni ideali per lo scoppio del colera su larga scala.

Il colera colpisce periodicamente tutte le grandi megalopoli africane come Luanda, Kinshasa, Lagos. La causa vera è la miseria, l’incuria di chi dovrebbe rendere vivibili le baraccopoli con investimenti e urbanizzazioni, la mancata prevenzione con investimenti sui tessuti urbani.

La grande campagna di vaccinazioni in corso in Zambia è realizzata da Medici senza Fontiere e l’Organizzazione Mondiale della sanità, quindi con i costi a carico di organismi della cooperazione esterni al paese. La prevenzione, cioè rendere salubri ed igieniche le città andrebbe fatto con investimenti dei governi e delle classi politiche locali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *