Come dovrebbe essere un uomo

download copiaMi si era presentato in radio a metà degli anni novanta. Non era la categoria di persone che normalmente mi veniva a trovare: alto, magro, in forma, con un viso aperto e gli occhi vivaci, mossi da una sorta di curiosità infantile. Mi disse delle cose che non erano quelle che normalmente mi dicevano quelli che mi venivano a trovare: era in partenza per l’Africa, il Kenya, era un giornalista in pensione, ma un giornalista sportivo, del Corriere della Sera, era anche un ex calciatore e andava in Africa per continuare a fare il lavoro di giornalista, ma anche altro.

Quando se ne andò mi resi conto che non avevo capito bene cosa andava a fare in Africa e perché, ma mi restò la sensazione che quel tipo era un bel tipo. Cercai di ricordarmi il nome: Daniele Parolni

Non mi sbagliavo. Una decina di anni dopo mi ritrovai in Sud Sudan, nel Southern Blue Nile, con lui e altri colleghi giornalisti in un viaggio organizzato da Amani. Era un viaggio complicato in una guerra civile tra le più crudeli e lunghe di tutta l’Africa, nel paese più grande del continente nel quale non c’erano strade. Dipendevamo dai guerriglieri dell’Spla del comandante Malik che non era uomo che andava per il sottile e ci muovevamo in un clima impietoso con l’acqua e il cibo razionato.

In quel viaggio compresi la vera essenza di Daniele Parolini. Mi convinsi che lui non rimaneva insensibile a nulla. Gli risultavano inaccettabili alcune situazioni e tentava di porvi rimedio anche personalmente, con ciò che poteva. Così lo vidi offrire tavolette energetiche ad una donna magrissima, cioccolato ai feriti ricoverati nell’ospedale dove lasciò tutta la sua scorta di medicinali. Andammo a trovare i prigionieri di guerra del comandante Malik. Si trattava di poveri ragazzi costretti a combattere nell’esercito del Nord e ora, prigionieri di ragazzi della loro stessa età: erano macilenti, denutriti e senza speranze. Scoprii Daniele che distribuiva loro, di nascosto dai loro carcerieri, le ultime tavolette di cioccolato che gli rimanevano.

Passata una settimana Daniele non aveva praticamente più niente. Finì per essere denutrito e disidratato anche lui che era già magro e asciutto.

Ecco, Daniele era uno che non riusciva a rimanere insensibile. Non era uno di quegli intrepidi giornalisti, quelli che hanno visto tutto, che sanno tutto e che la guerra sono abituati ad affrontarla e raccontarla senza emozioni. No, lui era semplicemente come dovrebbe essere un uomo.

1 comment for “Come dovrebbe essere un uomo

  1. cristina
    13 aprile 2013 at 13:33

    … Interrogarsi sul bene di questi e – forse anche d’altri – tempi è sconfortante, leggere l’articolo è un piacere inaspettato: trovare persone buone come Daniele
    consola e dà speranza. I gesti esprimono più delle parole, ma le parole raccontano quei gesti, grazie.

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