Confusione pericolosa in Burkina Faso

C_3_africaNews_7594_fotoLa situazione è confusa. Le domande ancora aperte molte: che fine ha fatto Blaise Compaorè? Al potere ci sono realmente i militari? E soprattutto questi sono uniti? E il governo di transizione da chi sarà composto? Di sicuro gli eventi in Burkina faso sono tutt’altro che conclusi.

Di certo i militari e una parte della classe politica, da tempo consideravano conclusa la parabola di Blaise Compaorè, ma probabilmente non avevano ancora pronta una soluzione alternativa. In sostanza un nome che metteva d’accordo tutti.

La piazza ha accelerato i tempi e ha costretto tutti a compiere una transizione al buio, senza una soluzione finale. Una transizione pericolosa perché, in caso non si trovi una via d’uscita in fretta, si rischia di tenere il paese senza una guida troppo a lungo.

Del resto che i tempi erano maturi era ormai chiaro a molti. Un portavoce francese, dopo la manifestazione di lunedì, con un milione di persone in piazza, aveva invitato Blaise Compaorè a rispettare l’articolo 27 della Carta dell’Unione Africana che vieta ai presidenti di modificare la Costituzione per rimanere al potere. La presa di posizione di Parigi – che è sempre stato il paese che più ha sostenuto (e utilizzato) l’ex presidente Burkinabè – è suonata come un via libera al suo rovesciamento. La Francia non l’avrebbe sostenuto, l’avrebbe abbandonato al suo destino.

In questaq situazione ancora non definita colpiscono alcune cose: La prima è la fotografia scattata all’interno degli studi della TV di stato che ritrae un gruppo di manifestanti davanti alla telecamera che riprendeva i telegiornali dell’emittente. Davanti a quella telecamera ci sarà stato innumerevoli volte, in questi 27 anni, Blaise Compaorè. I manifestanti sono lì, intorno al tavolo dei TG, ognuno con in mano un simbolo di questa lotta: uno con una pietra, un altro con una radio, un’altro ancora con un bastone, altri con una birra o con le mani alzate. E’ il popolo che entra nelle stanze del potere.

La seconda cosa che colpisce è la foto dei militari che annunciano il governo di transizione: tutti intorno ad un tavolo con il consueto dispiegamento di microfoni delle occasioni importanti. I generali seduti, con tanto di decorazioni in bella vista, gli ufficiali di grado inferiore dietro, in piedi, con il baschetto rosso. Sembra una foto d’altri tempi, dei tempi dell’Africa dei Golpe.

La terza è il fatto che Blaise Compaorè non si sia fatto da parte. Una dimostrazione che l’esercizio del potere assoluto troppo a lungo ottenebra le menti anche dei più sobri e opportunisti dittatori. Non riescono a comprendere nemmeno quando è finita, quando conviene mettersi al sicuro per godere delle ricchezze accumulate. E’ come se non riuscissero ad ammettere un mondo che può fare a meno di loro.

La quarta. Mi è sembrato interessante che la folla che ha manifestato abbia già nominato il suo candidato, quel Kouame Logue silurato nel 2003 dalla doppia carica di capo di stato maggiore e ministro della difesa e oggi generale in pensione. Vedremo se nelle prossime ore il suo nome sarà fatto per il governo di transizione.

Infine colpisce il fatto che i vertici militari, prima di annunciare la costituzione di un governo di transizione, abbiano incontrato tutti i principali capi tradizionali Mossi, il principale gruppo etnico del paese.

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