Congo-Mozambico: la solita storia

Dal Mozambico apprendo ciò che sta succedendo in Congo. Lo aprendo solo ora perché sono in una remota regione rurale, nella cittadina di Gilè dove è quasi impossibile avere notizie dal mondo.

Ho appreso dei combattimenti nel Kivu e del conflitto che  i guerriglieri dell’M23 stanno nuovamente imponendo alla popolazione già provata da innumerevoli guerre e, nei momenti di cosiddetta pace, da conflitti di bassa intensità che non consentono ormai da anni alla gente di vivere serena, di coltivare i campi, di avere di che sfamarsi e mandare i propri figli a scuola. So bene che tutto questo è causato dall’enorme ricchezza del sottosuolo congolese.

Dal Mozambico non posso che constatare che le dinamiche che muovono il mondo e la politica sono le stesse dappertutto. Quando le potenze economiche, politiche e militari, le lobby di interessi specifici, i faccendieri internazionali, le imprese multinazionali puntano gli occhi su un territorio, prima o poi quella regione viene investita da un conflitto.

Anche il Mozambico – paese stabile da venti anni – sembra avviato su questa china. Grande conflittualità tra le forze politiche interne, e grandi ricchezze scoperte nel sottosuolo. E la cosa più inquietante è che qui come in Congo le multinazionali sono le stesse, come sono gli stessi i paesi che si contendono il controllo – per procura – del territorio. Gli stessi nomi, forse anche le stesse persone che rappresentano gli stessi interessi. Insomma la solita storia.

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