Congo: un paese oscurato dal presidente dinosauro

Pointe Noire, manifestazione elettorale

Pointe Noire, manifestazione elettorale

Ha avuto fortuna il presidente congolese Denis Sassou N’Guesso. Le elezioni nel suo paese (e il post-consultazione) si sono tenute mentre tutto il mondo guarda da un altra parte, in Belgio dove ci sono stati gli attentati all’aeroporto e alla metropolitana. Si, perché in Congo-Brazzaville sta andando in scena il solito copione del presidente-dinosauro che non se ne vuole andare nonostante sia al potere da sempre, nonostante il suo popolo non lo voglia più e nonostante abbia fatto del suo paese una sorta di proprietà quasi personale condivisa con entourage e famiglia.

Dopo 32 anni di potere, infatti, Sassou Nguesso, si appresta a compiere un terzo mandato di cinque anni, in un paese che da sabato scorso è praticamente oscurato, cioè privato delle telecomunicazioni su ordine delle autorità.

Le elezioni si sono tenute qualche mese dopo il cambiamento della Costituzione, nella quale e’ stato tolto il limite di età a 70anni per potersi candidare, Nguesso ne ha 72, e ha portato il mandato presidenziale da 7 a 5 anni. Una cambiamento che ha consentito al presidente uscente di ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo, ma che i suoi detrattori definiscono “un colpo di Stato costituzionale”.

Adesso i timori di disordini crescono di ora in ora. Nella città portuale e capitale economica del Paese, Pointe Noire, molti quartieri sono stati sigillati delle forze di sicurezza, isolando il centro cittadino dove risiedono la maggior parte degli occidentali e dove hanno sede le compagnie petrolifere multinazionali.

I risultati parziali, inoltre, non comprendono ancora le sezioni di voto di questa città, che a distanza di tre giorni dalle presidenziali non sono ancora pervenuti alla Commissione nazionale elettorale indipendente.

Nonostante le proteste dell’opposizione e le minacce di disordini e contestazioni c’è da scommettere che N’Guesso non si scollerà dalla sua sedia. Con il prossimo mandato raggiungerà i quaranta anni di potere insidiando il record di un collega, l’ex presidente del Gabon Omar Bongo che stette incollato alla sedia per ben 42 anni prima di morire. Volete che il presidente congolese lasci il potere così vicino al primato? Complici gli attentati e il silenzio di paesi e multinazionali che pompano il suo petrolio a condizioni favorevoli, non se ne parla nemmeno.

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