Costa d’Avorio al voto

Campagna elettorale di Alassane Ouattara

Campagna elettorale di Alassane Ouattara

Oggi si vota in Costa d’Avorio. Sono elezioni cruciali, il paese ci arriva dopo cinque anni di relativa pace, anche se con forti contestazioni degli ex seguaci di Laurent Gbabo che accusano la Francia di avere messo al potere con la forza un suo uomo.

E’ vero. La Francia è intervenuta militarmente, intenzionata a non perdere l’influenza su un paese importantissimo nella regione e dalle grandi potenzialità e Ouattara era il suo uomo.

E’ vero anche che Gbabo stava al potere senza nessuna legittimazione, da dieci anni e senza una elezione che lo avesse proclamato presidente (Nell’ultima consultazione aveva votato meno di un terzo degli aventi diritto). Ma soprattutto è vero che Gbabo era ormai nemico della Francia (che in passato comunque lo aveva appoggiato) perché aveva intenzione di elargire contratti e appalti a imprese pubbliche e private cinesi e ad altre economie emergenti asiatiche.

Ha vinto la Francia: nei cinque anni di Ouattarà la grande impresa francese di costruzioni Bollorè ha vinto l’appalto per la costruzione del terzo ponte nella laguna di Abidjan, sempre Bollorè ha ottenuto i principali lavori per l’ammodernamento del porto della capitale economica del paese, e si potrebbe proseguire…

Oggi Ouattarà va al voto ed è super favorito. Cruciale per capire quanto questo voto sarà in grado di portare veramente fuori dalla crisi la Costa d’Avorio è l’affluenza. Sarà certamente lontana da quello sfolgorante 80% che caratterizzò le elezioni del 2010 che diedero la vittoria a Ouattarà perché i partiti di opposizione, quelli che in campagna elettorale invocavano il ritorno di Gbabo, hanno proclamato che boicotteranno la consultazione.

Ouattarà in questi anni ha dimostrato una cosa che rischia di essere il vero catalizzatore del suo consenso: ha lavorato, con buoni successi, per fare crescere l’economia e per tentare una distribuzione della ricchezza.

Secondo stime la crescita ivoriana è valutata intorno ad un formidabile 8,4% e il governo ha preso alcune decisioni importanti su alcune materie prime che il paese possiede e che potrebbero fare la sua ricchezza. Per esempio il Cacao: quest’anno circa 540mila tonnellate di fave di cacao verranno trasformate nel paese e l’obiettivo del governo e’ quello di arrivare al 50% del raccolto nel 2020. A marzo e a maggio sono state inaugurate due fabbriche di trasformazione del cacao e di produzione del cioccolato, una a San Pedro, nel sud-ovest del paese con il gruppo di Singapore Olam e una ad Abidjan con la cioccolateria francese Cemoi.

Gli ivoriani sono i più grandi produttori di cacao del mondo e non conoscono il cioccolato. Produrlo all’intero del paese significa costruire fabbriche, dare lavoro, distribuire stipendi, creare potere d’acquisto, distribuire la ricchezza. Ouattara sta dimostrando di volerlo fare e la Francia, per ora, lo concede.

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