Crescita africana: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

imagesIl tema è il solito, quello della formidabile crescita economica dell’Africa Sub Sahariana. Fonti, anche autorevoli, si smentiscono a vicenda e, a dispetto della presunta neutralità dei numeri, emergono due visioni del mondo profondamente diverse.

La prima è The Economist, il settimanale della City londinese e dei mercati finanziari, che con una foto e un titolo significativo – “Aspiring Africa” scritto sulla foto di un tramonto nella savana con una giraffa dal collo sproporzionatamente lungo – recita ancora una volta le lodi delle performance economiche africane: nei prossimi 20 anni il Pil aumenterà al ritmo del 6% medio, più bambini vanno a scuola, l’aspettativa di vita è cresciuta, i regimi democratici sono passati da tre a 25, mentre i paesi con un uomo solo al comando sono rimasti solo 12 su 55.

Il più importante organismo economico sovranazionale del Pianeta, la Banca Mondiale, nel suo ultimo rapporto sullo stato dell’economia dell’Africa Sub Sahariana dal titolo “Africa’s Pulse”, interpreta i numeri in modo diverso, si potrebbe dire che a differenza di “The Economist” vede il bicchiere mezzo vuoto. Conferma che l’economia cresce con forza ma osserva che la povertà diminuisce debolmente, assolutamente non nella misura che ci si dovrebbe aspettare a fronte della formidabile crescita economica. Testualmente si legge che: “le economie africane sono cresciute in maniera robusta, ma i dati nascondono una grande diversità in termini di prestazioni e la riduzione della povertà… è rimasta molto indietro rispetto alla crescita dei dati macroeconomici”.

La domanda che salta immediatamente alla mente è: dove sono finite, allora, le ingenti somme di denaro prodotte da quelle crescite se non hanno arricchito in maniera proporzionale la popolazione dei vari paesi? La risposta è sempre la stessa: nei rivoli della corruzione, che è ancora dilagante e legata alle élite al potere, e nei conti delle onnivore famiglie presidenziali che spesso si sono allargate a dismisura.

Personalmente mi convincerò che, al di là dei numeri, per l’Africa è iniziata una nuova era, un’epoca di sviluppo e distribuzione equa della ricchezza solamente quando le esportazioni dei paesi del continente mostreranno una tendenza a interessare merci e prodotti lavorati sul posto e non solo materie prime agricole o minerarie, come è adesso e come è accaduto nei secoli passati. Oppure quando nei vari paesi dell’Africa nasceranno imprese di servizi. Oppure, ancora, quando i presidenti in carica dei paesi che fanno le elezioni non le vinceranno invariabilmente passando formalmente per delle democrazie. E si potrebbe continuare…

Chiudo con un ultima riflessione: certo, la crescita economica, alla fine, porterà dei miglioramenti. Quanto più la tavola è imbandita abbondantemente, tante più briciole cadranno a terra. Ma chi scambia questi miglioramenti per sviluppo, sbaglia di grosso.

1 comment for “Crescita africana: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

  1. Stefano Anselmo
    22 aprile 2013 at 14:43

    finalmente una buona notizia: con questa grande aspettativa ci confortiamo e (forse) riusciamo a sopportare meglio la paludosa stagnazione da maneggiamenti di palazzo a cui stiamo assistendo in questi giorni: avevamo votato per un cambiamento e ci ritroviamo proiettati 30 anni indietro: speriamo almeno nella tanto vituperata AFRICA!!!!!!

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