Dallas: il razzismo è vivo

 LAURA BUCKMAN/AFP/Getty Images


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Inevitabile constatarlo: la società americana è vittima di una forte spaccatura tra bianchi e neri che fa pensare che gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso e le lotte di Martin Luther King, di Malcom X, di Mohammad Alì non siano poi così lontane. Ciò che è successo a Dallas è la prova che questa spaccatura ancora agisce nella società americana. In altre parole che il razzismo non è affatto una questione del passato, che ancora segna regole e comportamenti e sparge odio.

I poliziotti americani dicono che non è razzismo il loro comportamento con gli afro-americani e che, inevitabilmente, loro reprimono la popolazione nera perchè statisticamente è quella che commette più reati e che riempie le carceri americane. Vero. Ma manca una parte della verità.

Le carceri americane sono piene di neri e, la stragrande maggioranza dei condannati a morte sono neri, anche perchè questi non hanno la possibilità di avvalersi degli stessi costosissimi avvocati di cui, spesso, si avvalgono i bianchi.

La spaccatura della società americana non sta nelle violenze di questi giorni, è più profonda: sta nel fatto, per esempio, che i neri sono meno scolarizzati. Che i neri, più dei bianchi, vivono ammassati nei quartieri popolari, che tra la popolazione nera ci sono più elementi in sovrappeso perché il cibo “spazzatura” costa meno. I dati che riguardano la sanità, poi, sono clamorosi. La vita media tra le donne bianche è di 81 anni, tra quelle nere di 76. Gli uomini bianchi hanno una aspettativa di vita di 76 anni, i neri solo di 70.

Se la speranza di vita per la popolazione generale fosse quella della comunità afro-americana, oggi gli Stati Uniti occuperebbero la 105a posizione nella graduatoria mondiale, dopo Algeria, Repubblica Dominicana e Sri Lanka. E se la mortalità infantile che si registra nella comunità nera rappresentasse il dato medio, il paese sarebbe all’88° posto a livello planetario: nel 2004, i bambini morti ogni mille nati vivi erano 5,66 per la popolazione bianca e 13,79 per la popolazione nera. Ancora più clamorosa la mortalità materna: nel 2004, ogni 100.000 bambini bianchi nati vivi, morivano 9,3 madri, contro i 27 decessi materni registrati tra le donne di colore.

Ecco dove sta la spaccatura. Le violenze di Dallas e quelle delle settimane scorse sono solo il prodotto di quella spaccatura che non possiamo che chiamare razzismo. Si, razzismo.

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