Due notizie dal Niger

imagesLa prima notizia è di qualche giorno fa. I cinesi amano fare regali ai dittatori africani. Quasi sempre sono regali consistenti e spesso personali. In Niger l’ambasciatore di Pechino ha donato ben 25 limousine al governo per fare viaggiare i più alti funzionari dello stato nelle stesse auto usate dalla presidenza cinese. Si tratta di limousine fabbricate in Cina e dotate di tutti i comfort.

Se l’Italia avesse fatto la stessa cosa già si griderebbe – e giustamente – allo scandalo. Ma Pechino non ha problemi di questo tipo, sa bene che questo regalo aprirà ad imprese pubbliche e private molte porte. I cinesi si guardano bene dal criticare il proprio governo in questi casi. Sanno che i funzionari o i ministri nigerini che sfrecceranno per le strade di Niamey a bordo di questi salotti viaggianti saranno quelli che poi decideranno a chi assegnare o meno commesse miliardarie. La Cina comunque ha cercato di far passare il dono come un aiuto disinteressato al Niger per migliorare performance, risparmio energetico e protezione dell’ambiente. Le Limousine, secondo Pechino, avranno un ruolo importante nel miglioramento delle condizioni di spostamento dei funzionari a Niamey e aumenteranno le capacità di accoglienza del governo nigerino.

images (1)Anche la seconda notizia è di qualche giorno fa, ed è la seguente: più di 2000 studenti dell’università di Niamey hanno protestato pacificamente per denunciare lo sfruttamento svantaggioso per il paese delle riserve di uranio da parte del gruppo nucleare francese Areva. I leader della protesta hanno affermato che le entrate derivanti dall’estrazione rappresentano solo il 5% del bilancio pubblico del Niger. Il partenariato è troppo squilibrato ha fatto sapere l’Unione degli studenti che ha indetto la manifestazione. Dalla fine del 2012 anche il governo ha moltiplicato le critiche nei confronti dello storico partner, che ha fatto slittare l’avvio dello sfruttamento a Imouraren, più grande miniera a cielo aperto di uranio in Africa.

Il sospetto è che la manifestazioni sia stata caldeggiata dallo stesso governo che, evidentemente, ha intenzione di prendere delle decisioni e si prepara il terreno. Nel nord del Niger, maggiore produttore di uranio del mondo, non c’è solo la Francia ma dal duemila anche la Cina. Parigi si è tenuta Imauraren e a Pechino sono andati altri siti, ma evidentemente la questione è tutt’altro che chiusa. Il governo nigerino, come abbiamo visto non è contento, la Cina vuole di più, la Francia non sopporta di perdere posizioni.

Se succederà qualcosa in Niger sapremo dove andare a cercare una delle cause.

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