Ebola: un ministro eroe in Sierra Leone

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERAL’ampiezza della diffusione del virus Ebola è significativamente sottovalutata e l’epidemia “continua ad espandersi in Africa occidentale. Lo ha detto l’Organizzazione Mondiale della Sanità e tradotto dal linguaggio burocratico significa una cosa preoccupante: che i numeri ufficiali dei morti per il virus sono sottostimati. Ebola ha ucciso molto più di mille persone. Su questo blog lo abbiamo detto subito: chi conosce l’Africa e i paesi colpiti sa che sicuramente ci sono stati morti in villaggi remoti che non sono stati denunciati.

Già prima di ferragosto, da Freetown, ci aveva detto la stessa cosa Peter Konteh, ministro del turismo della Sierra Leone. “Non sappiamo quanti sono i morti, la regione più colpita è quella di Koinandugu, nella parte nord orientale del paese, ma ormai in tutta la Sierra Leone ci sono casi”.

Abbiamo risentito Peter Konteh dopo l’ultimo allarme dell’OMS che denuncia ciò che il ministro ci aveva già detto. Questa volta lo abbiamo trovato a Koinandugu. Le sue parole sono la prima testimonianza (se non la prima una delle pochissime) della situazione nelle regioni rurali dove Ebola sta facendo una devastazione. Il suo racconto è drammatico.

La gente è spaventata, vorrebbe scappare ma non può e se lo facessero favorirebbero il diffondersi della malattia. Non sono informati, non sono stati sensibilizzati su ciò che bisogna fare. Del resto qui molti villaggi non sono raggiunti dalle strade e molte strade sono solo piste. In tutta la regione c’è una sola ambulanza che funziona male. Ci sono solo due medici che non hanno farmaci, che non hanno attrezzature, che non hanno materiali usa e getta, che non hanno tute isolanti e mascherine e guanti. Da soli non possiamo farcela – dice Peter Konteh – abbiamo bisogno di aiuto da tutti i partner.

A questo punto una riflessione. Credo che Peter Konteh sia un eroe. E’ un ministro che ha deciso di andare tra la sua gente, con le stesse protezioni che ha la gente, e correndo gli stessi rischi dei suoi connanzionali. E’ un ministro che non ha saputo restare al sicuro nel suo ufficio. Quanti stanno facendo come lui, nei paesi colpiti? E provate ad immaginare un nostro politico in una situazione analoga.

C’è da dire che Peter Konteh non mi stupisce. E’ quasi italiano. Ha vissuto per trent’anni in Italia. Lo conosco bene e ho viaggiato con lui in Sierra Leone. Ecco perchè accolgo con favore il suo appello. Chiunque volesse aiutare la Sierra Leone e il suo ministro ad affrontare Ebola può andare su questo link: http://www.microcammino-onlus.it/. Microcammino è la Onlus fondata da Peter durante gli anni passati in Italia.

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