Ecco la nuova guerra del pianeta

Si comincia a sapere qualcosa dell’intervento militare in Mali che dovrebbe liberare il Nord controllato dagli jihadisti. Dalla recente riunione a Bamako dei capi di stato maggiore dei paesi della regione sono filtrate alcune informazioni.

Saranno circa seimila gli uomini che parteciperanno alla missione militare contro gli integralisti islamici armati che controllano il Nord del Mali. Tutti i soldati saranno forniti dai paesi che fanno parte della comunità economica dell’Africa Occidentale, ma non è escluso che alla forza di intervento partecipino anche nazioni non strettamente dell’area, come il Marocco e il Ciad.

Secondo i piani che sono stati messi a punto le prime azioni della missione si concretizzerebbero in un attacco aereo alle posizioni degli jihadisti che spianerebbe la strada ad un intervento di terra affidato, almeno nella prima parte della campagna, esclusivamente alle truppe del Mali. La strategia insomma è la stessa delle missioni in Iraq e in Afghanistan. Missioni che – bisogna riconoscere – sono state lunghe e non sono mai terminate in una chiara vittoria.

Ovviamente nelle notizie che sono filtrate non si parla di appoggio logistico esterno che però, quasi certamente, alcune potenze europee forniranno. La Francia lo aveva addirittura dichiarato pubblicamente. Sui bombardamenti aerei poi non ci potrà essere nessuna certezza sul fatto che a farli siano i paesi della regione che in ogni caso usufruirebbero di informazioni di intelligence di potenze terze, di assistenza tecnica e di addestramento specifico dei piloti.

Insomma quella del Mali è la nuova guerra che si apre sul nostro pianeta. Come in Iraq e in Afghanistan non si risolverà con un ripristino della situazione precedente all’occupazione del nord del Mali da parte di Al Qaeda per il Maghreb Islamico e il Movimento per l’Unicità e la Jihad. Anzi, non si è mai visto un successo pieno in quella strana strategia che teorizza di mettere fine ad una guerra con un altra guerra, più potente, più tecnologica, più costosa di quella che si vuole combattere.

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