Economia: la Nigeria prova a diversificare

Joh Kerry in Nigeria con Muhammadu Buhari

Joh Kerry in Nigeria con Muhammadu Buhari

La Nigeria prova a diversificare la propria economia finora fondata sui proventi derivanti dalle entrate petrolifere. La legge finanziaria 2016 firmata dal presidente nigeriano Muhammadu Buhari al termine di un lungo periodo di gestazione darà il via, almeno nelle intenzioni, ad un processo di rilancio dell’economia.

Un elemento chiave è costituito dall’iniezione immediata nell’economia di 1,8 miliardi di dollari attraverso progetti d’investimento. Lo ha dichiarato lo stesso capo dello stato. Il budget 2016, dal valore record di oltre 30 miliardi di dollari, ha l’obiettivo di diversificare le fonti di finanziamento di un’economia gravemente colpita negli ultimi mesi dal crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali. Il presidente ha ammesso nella circostanza che il paese sta attraversando probabilmente il peggior periodo della sua storia dal punto di vista economico.

Il budget, che triplica le spese dello stato rispetto all’anno precedente, è stato fonte di contrasti tra la presidenza e i deputati. Il documento originale era infatti andato perduto dall’Assemblea nazionale e Buhari si era successivamente rifiutato di firmare la bozza modificata dai parlamentari. Adesso il governo ha annunciato una lista di 34 programmi strategici prioritari da portare a termine sulla base del budget 2016: gli obiettivi, in particolare, riguardano l’aumento della produzione di mais, soia, pollame e prodotti di allevamento e lo stop alle importazioni di prodotti agricoli.

La legge finanziaria del 2016 è stata la prima presentata al parlamento direttamente da un capo dello stato nella storia recente della Nigeria. Le economie africane fondate sul petrolio sono gravemente in crisi: oltre alla Nigeria, l’Angola che ha chiesto l’ennesimo mega-prestito al FMI, ma anche promettenti paesi come il Mozambico e il Ghana. Insomma la breve stagione dei “Leoni Africani” sembra essere al tramonto.

Di fatto la ricetta per lo sviluppo dell’Africa è semplice: industrie di trasformazione delle materie prime all’interno dei paesi africani in modo di distribuire la ricchezza sotto forma di stipendi e salari e creare un potere d’acquisto che, a sua volta, crei una domanda interna. Ecco tutto. Ma Occidente, Europa, grandi agenzie economiche internazionale, élite interne africane “preferiscono” fare altro.
Poi c’è bisogno di diversificazione, di prestiti, dio aiuti internazionali….

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