Egitto: la macchina del caos

imagesE’ il primo golpe compiuto dai militari, ma richiesto a gran voce dalla piazza e salutato festosamente dai fuochi d’artificio sulla ormai famosa Piazza Tahrir. Non c’è dubbio che si sia trattato di golpe, un golpe da manuale: i militari che destituiscono il presidente eletto, che sospendono la costituzione, che arrestano i leader del partito al governo, che promettono un rapido ricorso alle elezioni e il ritorno della democrazia.

I Golpe di solito chiudono fasi turbolente e confuse. Per l’Egitto il futuro è ancora tutto una incognita. L’Egitto è la patria dei Fratelli Musulmani, una organizzazione sociale prima ancora che un partito: potente, diffusa in modo capillare e storicamente radicata tra la popolazione.

Il rischio è che adesso le manifestazioni di piazza cambino di segno, ma che continuino. Senza contare che anche i militari che hanno rimosso Morsi sono stati ampiamente contestati, nei mesi scorsi, dalla piazza.

Insomma l’Egitto è una sorta di macchina del caos che ha “tritato” un nuovo presidente. Questa volta la piazza era alleata con i militari. E’ una alleanza che può tenere nel tempo? O l’attrazione fatale di una di queste due forze ad allearsi, tatticamente, in futuro con i Fratelli Musulmani sarà il presupposto della prossima mossa?

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