Elezioni farsa in Burundi

Elezioni farsa in Burundi

Political party members march to a rally, going past a home destroyed in the conflict in Burundi. Many fear political tensions could lead to more violence.Oggi si vota in Burundi. Sono elezioni parlamentari, quindi non ancora le controverse elezioni presidenziali, e sono comunque elezioni farsa. Più che una consultazione è una prova di forza, un braccio di ferro in vista delle elezioni presidenziali che il presidente Pierre Nkurunziza ha fissato per il 15 di luglio e che vuole assolutamente vincere, costi quel che costi, anche la caduta del Burundi in quel buco nero che il paese conosce bene: la guerra civile.

Se vincerà il suo braccio di ferro, Nkurunziza starà al potere per un terzo mandato non previsto dalla costituzione.
Il Burundi arriva a queste elezioni dopo settimane di proteste nelle piazze, di scontri con la polizia, di repressione, di attentati, di morti e di arresti. L’Unione Europea ha chiesto di sospendere le elezioni e ha ritirato i suoi osservatori, le Nazioni Unite hanno fatto appelli al presidente, al suo entourage, al parlamento perché Nkurunziza rimandi le elezioni o non si presenti per la terza volta. Niente da fare.

Di fatto il Burundi sta scivolando verso la guerra civile sotto gli occhi di una comunità internazionale paralizzata che osserva l’esito di questo braccio di ferro un po’ incredula delle conseguenze, un po’ disinteressata, un po’ annoiata e irritata da “questi africani”…. A pagare il prezzo più alto di ciò che sta accadendo sono i giovani del Burundi e la società civile che è vivace, e ha una gran voglia di democrazia e di partecipazione, che ci sta ormai stretta nel regime Nkurunziza.

L’avidità di potere, la testardagine del presidente e la reazione tiepida, rituale della comunità internazionale è un messaggio ai giovani del Burundi. E’ come dire loro che non hanno alternativa a vivere in un paese senza sbocchi. Devono rassegnarsi.
Se fra qualche mese, sui barconi della prossima primavera che attraverseranno il Mediterraneo ci saranno molti burundesi sapremo perché.

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