Eritrea: è successo ancora…

E’ successo ancora. Alcuni giornalisti della rivista “Africa” hanno ricevuto minacce e insulti per avere raccontato la situazione politica, economica e sociale in Eritrea.

Personalmente ho ricevuto telefonate anonime dopo una trasmissione sui migranti andata in onda su RaiRadioTre nella quale ero chiamato a raccontare da cosa fuggono le migliaia di giovani eritrei che arrivano sulle nostre coste.

Non è la prima volta. E questa volta non è stata nemmeno la più grave. Le due telefonate che ho ricevuto non sono nemmeno ascrivibili con certezza alla questione eritrea. Ma le modalità, la tempestività e la virulenza, seppure non sono una prova, rappresentano quasi una certezza.

A questi personaggi, il più delle volte coperti da un bieco anonimato, vorrei dire che se hanno opinioni diverse dalle nostre siamo pronti a confrontarci e a darne conto a patto che lo facciano con argomenti e non con insulti e minacce, più o meno velate. Chi ricorre agli insulti di solito non ha argomenti.

In passato è capitato che intimidazioni e insulti siano arrivati addirittura da personaggi legati al consolato di Milano o all’ambasciata (come nel caso del mio collega Enrico Casale). In casi come questo è inevitabile pensare che, se si permettono di essere così intimidatori nei confronti di giornalisti italiani in Italia, figuriamoci cosa possono fare con i loro connazionali indifesi, spesso senza documenti, senza lavoro e con le famiglie residenti in Eritrea, di fatto in ostaggio al regime”.

Aggiungo infine che di solito non racconto fatti o situazioni senza avere elementi oggettivi che supportino le nostre parole. In questo caso i giornalisti di “Africa” hanno una prova inconfutabile: le migliaia di giovani eritrei che lasciano il loro paese. E i loro racconti.

Ecco, chi ci critica e a volte ci insulta, dovrebbe confutare questo dato e convincerci che si tratta di qualcosa d’altro se non di repressione. I nostri accusatori anonimi si rassegnino: fino a che non avremo elementi in tal senso continueremo a informare sulla situazione che questo paese e il suo popolo vive.

1 comment for “Eritrea: è successo ancora…

  1. 27 aprile 2016 at 22:41

    Minacciare per ihgdef e’ il loro indirizzo per chi dice la verita ‘siche non e’ la prima volta e non e’ l’ultima..Una volta per chi vuole la democrizia deve sapere le loro azioni non ha importanza il proverbio arabo dice il
    CHELBI YEMBAH IL GEMEL MASCI fregatene contiwi a dire la verita’.

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