Eritrea: una Corea del Nord in Africa

imagesCome prevedibile oggi le notizie provenienti dall’Eritrea sono scomparse da qualunque agenzia o sito d’informazione.
E’ sempre così. Le notizie da questo paese escono a metà. O meglio, non evolvono nemmeno al rango di notizie: ieri si era parlato di golpe perché nel primo pomeriggio erano arrivate notizie che riferivano di soldati dell’esercito che avevano circondato il ministero dell’Informazione, vi avevano fatto irruzione, avevano costretto il direttore della TV di stato a chiedere in una comunicazione in diretta la liberazione dei prigionieri politici. Poi la TV ha ripreso i suoi programmi apparentemente in modo normale e non si è più saputo niente.

Golpe? Tentato colpo di stato? Resa dei conti all’interno del regime? Ribellione? Impossibile sapere di più. Ieri da notizie ufficiose che uscivano dal paese attraverso i molti fuoriusciti si parlava di trattative, di ritorno alla normalità ma di una situazione molto tesa ad Asmara, la capitale. Comprensibile che fuoriusciti ed emigrati o fuggiti in Europa non raccontassero di più (o non sapessero di più). L’Eritrea è uno dei paesi più repressivi, il regime è capace di perseguitare la famiglia di un emigrato che si macchia all’estero di “tradimento verso la patria”. E’ un regime addirittura paranoico per quanto riguarda l’informazione (gran parte dei prigionieri politici – molti di questi scomparsi – sono appunto giornalisti).

Il fatto che oggi non ci siano notizie significa probabilmente che il regime di Isaias Afworki abbia resistito e represso (o finito per trattare) con chi ieri ha tentato un colpo di mano. Magari non un tentativo di rovesciare il regime ma, almeno, di fargli cambiare rotta.

L’Eritrea è un paese alla fame, letteralmente (nella foto, una delle poche che fuoriescono dal paese, cittadini in fila per il razionamento dei prodotti di prima necessità). L’economia è praticamente bloccata dal fatto che chi è in età da lavoro è arruolato forzatamente nell’esercito.

Ciò che è certo, anche in mancanza di notizie, è che l’Eritrea è un paese dal quale ci si attende novità. Il regime repressivo, il suo capo Isaias Afeworki (che pare sia molto malato) sono ormai anacronistici: ci sono stati profondi cambiamenti nel Corno d’Africa, è morto l’eterno nemico-amico del dittatore eritreo, il vicino Meles Zenawi, leader etiopico. In Somalia è cambiato tutto. Le novità arriveranno anche dall’Eritrea. Solo un po’ di pazienza, il regime è vicino alla scadenza, forse già in avanzato grado di suppurazione interna.

1 comment for “Eritrea: una Corea del Nord in Africa

  1. Raffaela
    22 gennaio 2013 at 12:36

    Aspetto con ansia notizie, il mio cuore è con i fratelli Eritrei

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