Extraterrestri in Mozambico

Quello che segue è il racconto, a sfondo ecologico, di un viaggio recente in una nazione tranquilla che fa poco parlare di sé perché è politicamente stabile. Si tratta del Mozambico, affascinante paese dell’Africa Australe nel quale, qualche tempo fa, ho viaggiato dalla città di Quelimane verso l’interno, nella regione di Zambesia, per un incontro con alcuni redattori di una radio comunitaria locale.

Eravamo tre giornalisti europei, oltre all’autista mozambicano, su un 4X4 con aria condizionata e tutti i comfort messoci a disposizione dalla radio nazionale. Fuori dai finestrini sfilava il Mozambico rurale, un paese per molti versi ancora arretrato ma con una potenzialità agricola formidabile. Ogni finestrino era una sorta di schermo che proiettava scene di un Africa semplice e simile a tutte le latitudini: ragazzi in bicicletta con giganteschi caschi di banane caricate sul cestello del loro spartano mezzo di locomozione, donne dal portamento elegante con fascine di legna in equilibrio sul capo, anziani seduti sull’uscio della propria capanna, immobili, come fossero li da sempre e avessero visto passare la storia. E poi, naturalmente, bambini…l’Africa sono loro! Nudi sulla terra battuta e meticolosamente spazzata dei piccoli villaggi di capanne, o all’ombra dei maestosi alberi di mango, o sul ciglio della strada mentre giocano a portata di voce delle donne accosciate a terra che vendono ortaggi o frutta. Tutti – donne, bambini, giovani – col sorriso pronto, genuino, con quei denti smaglianti che risaltano sulla carnagione scura, che si voltano e salutano al passaggio della nostra 4X4, una sorta di Navicella Spaziale che romba sulla strada, come se quella striscia di asfalto fosse un altro universo, un sistema planetario parallelo incuneato in un mondo verde e calmo, fatto da piantagioni di sorgo e di mais, solcato dal grande fiume Zambesi che distribuisce equamente ricchezza e humus alla terra e agli uomini.

Quando arriviamo a destinazione, al momento di aprire i portelloni della nostra “navicella spaziale”, siamo investiti da un piacevole, poderoso calore e dall’odore della terra che vive. Siamo accolti dai giornalisti che ci attendevano i quali ci guidano in una sorta di fresca veranda dove iniziamo la riunione prevista. Tre ore dopo, quando ci alziamo per i saluti, due di loro si guardano sorpresi e divertiti indicando il cestino di legno colmo di rifiuti. Sorridono e, mentre uno si incarica di svuotarlo, l’altro ci spiega: “Questa è la nostra sala riunioni, la usiamo tutti i giorni ma non riusciamo mai a riempire quel cestino. Lo svuotiamo un paio di volte all’anno, se va bene. Oggi – conclude sorridendo – con una sola riunione lo abbiamo riempito …un record!”. Osservo il suo collega che lo svuota e vedo uscire dal cestino bottigliette di plastica, scatole di caramelle, fazzolettini di carta, fogli di bloc notes, pacchetti di sigarette, salviette umidificate e altri prodotti di scarto della nostra civiltà del consumo.

Intanto la “navicella spaziale” è pronta per riprenderci a bordo nella asettica frescura dell’abitacolo. Ci attende quel mondo parallelo della striscia di asfalto che attraversa questo paese calmo e verde che ci verrà trasmesso dai monitor di bordo. Gli extraterrestri tornano da dove sono venuti…

1 comment for “Extraterrestri in Mozambico

  1. Marco Pilotto
    27 agosto 2012 at 07:28

    Ciao, complimenti per l’articolo, conosco Quelimane e la Zambezia, mia moglie è di Quelimane, e a Quelimane mi sono sposato…..bella l’immagine del cestino dei rifiuti. Di che radio si trattava?

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