Il fascino discreto del terrorismo in Africa

africa.jpg.pagespeed.ce.1B2M2Y8AsgCon i recenti attacchi terroristici in Costa D’Avorio e prima ancora a Bamako, in Mali, e poi a Ouagadougou, in Burkina Faso, il terrorismo in Africa è diventato un tema di attualità, un tema che ormai rientra nelle agende non solo dei paesi africani, ma anche in quelle europee e occidentali.

Da questo rinnovato interesse emerge un quadro preoccupante e insospettato: sono non meno di ventimila i terroristi in Africa tra combattenti addestrati, mujahiddin pronti all’azione, aspiranti kamikaze e jihadisti da prima linea. Secondo molti esperti a questi numeri vanno sommati i “potenziali” terroristi, cioè simpatizzanti e fiancheggiatori del jihadismo. Sommate le due categorie si raggiungono dimensioni della galassia terroristica veramente inquietanti.

L’Africa in sostanza si rivela uno degli scenari più preoccupanti anche se fino ad ora le azioni compiute nel continente hanno avuto un richiamo mediatico minore rispetto a quanto accaduto in Siria, in Iraq e in Medio Oriente.

Dopo le prime grandi azioni terroristiche contro le sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Kenya e Tanzania, nel 1998, nel continente africano le organizzazioni jihadiste si sono sempre più diffuse e radicate, grazie anche a favorevoli condizioni sociali e politiche e sfruttando il malcontento attraverso proprie politiche di welfare e di sostegno alla popolazione. In Libia, Mali, Burkina Faso, Costa
d’Avorio, Somalia, Nigeria, i jihadisti hanno dato prova di una visione strategica che oggi dà i suoi frutti e che ha avuto l’effetto in molti casi di trasformare lotte sociali per l’autodeterminazione in progetti di terrorismo contro l’Occidente.

La diffusione in Africa del terrorismo non è però solo merito degli jihadisti. Ciò che è avvenuto nel Continente negli ultimi dieci anni però non è solo merito del network del terrore o di qualche, seppur influente e potente, leader africano. Ciò che è avvenuto non poteva avvenire senza copiosi investimenti di denaro. Produrre kamikaze e combattenti, entrare in possesso di armi e esplosivi, formare una buona capacità logistica necessità di denaro. Tanto denaro. Per di più versato in modo costante e continuativo.

La crescita del terrorismo dimostra che l’Africa in questi anni è divenuta uno scenario importante per le strategie globali

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