Ferrovie in Africa

ferrovie in africa

Se qualcuno avesse dei dubbi sul fatto che la Francia non vuole perdere posizioni in Africa rispetto alle emergenti economie asiatiche,del mondo arabo e dei BRICS, quella che segue ne è una dimostrazione. Questa notizia spiega, almeno in parte, l’accanimento della Francia a promuovere una soluzione favorevole ai propri interessi in Costa D’Avorio, ad intervenire militarmente in Mali contro le formazioni del jihadismo e a mantenere le posizioni in Africa Occidentale.
L’industriale francese Vincent Bollore è a caccia di fondi per realizzare un ambizioso progetto che prevede un anello ferroviario in grado di collegare fra loro sette paesi dell’Africa Occidentale.
A riferirlo è l’agenzia di stampa Reuters che cita proprie fonti non meglio precisate, secondo le quali Bollore avrebbe avvisato alcune banche di un incontro da realizzare nei prossimi mesi per coinvolgerle nel progetto e collaborare alla copertura dei costi finanziari.
Il progetto, comunemente noto come Blueline, collegherà Costa d’Avorio, Burkina Faso, Niger, Benin, Togo e Nigeria. Lanciato nel 2013, il progetto dovrebbe essere completato nei prossimi otto anni per un costo stimato compreso tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro.
Almeno quattro banche, Goldman Sachs, BNP Paribas, Societe Generale e Credit Agricole sarebbero già state coinvolte, secondo le fonti di Reuters. Le banche, per il momento, non hanno commentato le indiscrezioni.
“Stiamo cercando tutte le possibilità di andare avanti per mettere insieme il giusto finanziamento. Finora siamo sempre andati avanti utilizzando i nostri fondi propri”, ha detto Eric Melet, presidente del ramo Ferrovie della Bolloré Africa.
“In ogni caso, vogliamo essere in pieno controllo del progetto e forniremo noi stesso una parte significativa del finanziamento” ha aggiunto
Il gruppo Bolloré è presente in Africa da oltre 50 anni ed è particolarmente forte nelle ex-colonie francesi dell’Africa Occidentale. Ha concessioni ferroviarie in Camerun attraverso Camrail, Costa d’Avorio attraverso Sitarail ed ha recentemente ottenuta una concessione in Benin attraverso Benirail. Circa il 22% delle entrate del gruppo dello scorso anno sono venute da operazioni africane.
Secondo alcune stime del gruppo francese, oltre il 70% delle entrate del circuito ferroviario dovrebbero provenire da carico merci, mentre il resto da tariffe per i passeggeri.
Al di là degli interessi francesi, se questo progetto si realizzerà per i paesi coinvolti e per tutta la regione sarà un importante risultato che potrà favorire la distribuzione della ricchezza e promuovere lo sviluppo dei paesi. Quindi ben venga: la circolazione delle merci è fondamentale per la crescita economica.
Per la Francia però, al di là della buona riuscita del progetto, i vantaggi ci sono già: appalti, investimenti, lavoro saranno indispensabili per portare a buon fine la costruzione della ferrovia.

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