Ghana: la delusione alle urne

Mentre si attendono i risultati delle presidenziali in Ghana che probabilmente vedranno un ballottaggio tra il presidente uscente John Dramani Mahama e il candidato dell’opposizione Nana Akufo-Addo è utile fare una riflessione su come questo paese è arrivato al voto. Il Ghana è un paese simbolo di questi ultimi anni, è stato considerato uno degli esempi di quale avrebbe potuto essere lo sviluppo dell’Africa che in molti davano per imminente, per sicuro, ineluttabile.

Purtroppo oggi il Ghana dimostra che non è così. La popolazione è arrivata a queste elezioni con un forte sentimento di delusione giustificato, oltre che dal loro livello di vita che non è cresciuto, anche dai dati macroeconomici. Colpevole la classe politica che non ha saputo mantenere le promesse elettorali di migliorare il tenore di vita delle classi più povere e di ridurre la disoccupazione, nonostante la messa in produzione di importanti giacimenti petroliferi.

La popolazione inoltre subisce gli effetti di un elevato tasso di inflazione (nel giugno 2016 pari al 18,4%), di una persistente crisi energetica per affrontare la quale il Governo ha commissionato la realizzazione di numerose nuove centrali termiche e a gas che però non sono ancora entrate in funzione e i cui lavori si stanno prolungando all’infinito. A tutto questo va aggiunto la politica di austerità economica che limita una crescita vera e la distribuzione della ricchezza. Nella vita del popolo poi pesano gli alti costi dell’elettricità e i continui black out, i costi dell’acqua e dei prodotti petroliferi.

Il Ghana ha dovuto fare ricorso a ingenti prestiti degli organismi economici internazionali il cui servizio del debito è già una pesante ipoteca sul futuro del paese. In questo clima il voto che, secondo molti analisti, è già seriamente inquinato da logiche di appartenenza etnica e regionale che fioriscono quando la coperta è troppo stretta.

Il Ghana poi era considerato un esempio anche sul piano geografico: a nord e a ovest ci sono due paesi – Burkina Faso e Costa D’Avorio che sono andati vicini al baratro della guerra civile e a est c’è il Togo, paese governato da oltre mezzo secolo dalla dinastia familiare degli Eyadema. La democrazia del Ghana era un esempio luminoso ma l’economia rischia di abbaterla.

La delusione della popolazione poi è doppia dato che recentemente, oltre al petrolio, il Ghana può contare su risorse ambite nei mercati internazionali come oro, diamanti, bauxite, manganese.

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