Giornata mondiale dell’acqua: fanalino di coda Africa

Immagine 086 copiaOggi è la Giornata mondiale dell’acqua. Una risorsa che acquista sempre più un ruolo cruciale nel determinare gli equilibri mondiali. Sul nostro pianeta ci sono già alcune guerre la cui posta in gioco è proprio l’acqua. E’ comprensibile: secondo i dati dell’Onu nel mondo 700 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Sono quasi un sesto dell’umanità se si calcola che senz’altro la cifra ufficiale è sottostimata. E poi quel dato esprime sicuramente quella parte di popolazione mondiale che non ha totalmente accesso all’acqua potabile. Bisogna tenere presente che per molti – soprattutto in Africa – avere accesso all’acqua significa impiegare due-tre ore al giorno di lavoro per procurarsela. Per esempio di cammino per raggiungere la sorgente, il pozzo, la fontana pubblica.

Il fatto che l’acqua potabile è un bene scarso ne fa una risorsa contesa. C’è un dato sotto gli occhi di tutti: Nel mondo c’è sempre più petrolio e sempre meno acqua. Negli ultimi decenni diversi paesi sono entrati nel club petrolifero. Sono talmente tanti (e con una tale capacità) che il vecchio Opec è ormai obsoleto e non riesce più a svolgere quel ruolo di regolatore dei prezzi e della produzione immessa sui mercati.

L’acqua invece scarseggia. In molte parti del mondo, pensiamo alla situazione in Medio Oriente. Ma soprattutto l’acqua scarseggia in Africa. Di quei settecento milioni che non vi hanno accesso, trecento sono in Africa. E’ paradossale ma il continente africano è il più ricco di acqua ed è il più drammaticamente carente. Patologie semplici ma drammatiche come il colera e le infezioni intestinali sono tra le malattie che in Africa uccidono di più. Eppure ci sono fiumi tra i più grandi del mondo per lunghezza e per portata: Il Nilo, Il Niger, il Congo, lo Zambesi solo per citarne qualcuno. Ci sono laghi immensi incastonati come gemme scintillanti nella spaccatura geoliga della Valle del Rift che formano la cosiddetta Regione dei Grandi Laghi.

Le potenziali guerre per accaparrarsi questa ricchezza sono un rischio più che concreto, in molti casi sono una drammatica realtà. Sulle acque del Nilo c’è un contenzioso aperto tra tutti i paesi interessati e l’Egittoche, forte di un trattato vecchio di quasi 150 anni, rivendica il quasi totale utilizzo delle sue acque. E ci sono le contestate dighe di Inga, sul fiume Congo che, sulla carta, dovrebbero fornire energia a buona parte del Maghreb e dell’Europa.

Si potrebbe continuare, ma ancora una volta dobbiamo constatare che una risorsa di cui l’Africa è ricca non è disponibile per la sua popolazione come lo è in altre parti del mondo. E questa volta stiamo parlando di una risorsa indispensabile alla vita. Celebrare una giornata come questa, oltre a battersi perchè l’acqua sia una risorsa pubblica e non privatizzata, significa anche battersi perchè perchè sia distribuita equamente.

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