Gli arraffa terra

imagesA proposito dell’Africa si fa un gran parlare di Cina, ed a ragione. Ma si dovrebbe fare un discorso più ampio. La notizia che segue è significativa ed è il segno di una realtà molto più complessa di quella che, schematicamente (e spesso anche un po’ per moda) riproduciamo nelle nostre analisi. Ecco la notizia:

Terreni coltivabili per una superficie complessiva di due milioni di acri, equivalenti a 809.372 ettari, sono stati dati in concessione dal governo del Sudan a società registrate in Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Qatar e Libano. Le concessioni riguardano appezzamenti situati nelle regioni di River Nile, Kassala, Shamaliya, Kordofan e Sennar. Consentiranno di ridurre il deficit di produzione alimentare delle petromonarchie del Golfo.

Secondo l’Organizzazione araba per lo sviluppo agricolo, infatti, nei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa (che normalmente non hanno terre coltivabili a sufficienza, hanno denaro e una popolazione demograficamente in aumento) il deficit di cibo ha raggiunto un valore di 34 miliardi di dollari.

Insomma per i paese che hanno ottenuto queste concessioni un affare. La soluzione ai loro problemi. E per i sudanesi? Bella domanda.

In Sudan si coltiva storicamente soprattutto cotone, canna da zucchero, sesamo, arachidi. Anche il Sudan negli ultimi decenni è stato protagonista di un sensibile incremento demografico che lo ha costretto ad importare quantità crescenti di derrate alimentari. Problema questo aggravato dalla crisi economica, dall’insufficienza degli investimenti e da vincoli sui prezzi imposti dal governo (che non ha più nulla nelle casse dello stato)che hanno ridotto i margini di profitto e favorito il contrabbando.

Insomma, tutto questo per dire che il popolo sudanese sta peggio delle popolazioni dei paesi che hanno ottenuto da Khartoum le concessioni di territorio agricolo. Detto in modo brutale il governo sudanese ha preferito sfamare le popolazioni di paesi stranieri piuttosto che le proprie per ottenere come vantaggio l’ingresso nelle casse dello stato di denaro.

Questo fenomeno si chiama Land Grabbing e non è la Cina che si distingue nell’utilizzarlo in Africa. Ci sono molti paesi arabi, molte potenze emergenti e anche vecchie potenze europee e occidentali.

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