Gli interessi francesi in Mali

downloadCiò che si temeva è accaduto. Di fronte ad una macchina da guerra come quella dei francesi gli jihadisti non potevano far altro che regionalizzare il conflitto e adottare una strategia che è quella della guerriglia, degli attentati, degli attacchi terroristici.

Prima vittima l’Algeria con l’attacco al sito di gas a In Amenas e la cattura degli ostaggi occidentali. La strategia – e anche la tattica – non sono nuove. Come se lo stesso generale o lo stesso stato maggiore decidessero le mosse in Libia, in Siria e adesso in Mali: guerra guerreggiata se ce ne sono le possibilità e passaggio ad altre tattiche quando la situazione lo richiede.

Del resto la minaccia lanciata l’altro giorno, 48 ore dopo l’intervento francese in Mali, da parte di Al Qaeda era chiara. Su tutti i fronti di guerra saranno attaccati gli interessi occidentali. In Francia i servizi avevano lanciato un allarme attentati già nello scorso weekend ed è possibile, anzi probabile che la cosa si ripeterà per le altre capitali, per altri teatri, per altri contesti.

Se le cose stanno così l’Occidente schierato come un sol uomo nella guerra in Mali dovrebbe adottare una linea analoga anche in altri teatri. Cioè il contesto, il teatro non può influenzare il giudizio sui terroristi che a volte diventano utili, altre volte utilizzabili, altre volte addirittura vengono elevati a parti in conflitto con i quali trattare.

La Francia, per esempio, dovrebbe spiegare perchè in Siria i gruppi jihadisti che combattono con l’Esercito Libero Siriano vengono considerati un valido aiuto contro un dittatore insopportabile. Oppure Parigi dovrebbe spiegare perchè in Libia, l’urgenza di proteggere i civili poteva avvalersi di chiunque combattesse contro Gheddafi.

Certo, il Mali è Africa Francese – il cortile di casa di Parigi, potremmo dire, usando una terminologia d’altri tempi – e i presidenti, anche quelli impresentabili, al potere da sempre, oppure appena messi in carica, sono sempre filo-francesi e i cattivi che li combattono sono più cattivi che in altre parti del mondo (a meno che non sono filo-francesi anche loro).

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