Greci senza farmaci per la crisi: le conseguenze in Africa

Oggi, 13 giugno, ho fatto questo editoriale per Radio Popolare. Il tema è quello dei farmaci salva vita che il governo greco, oppresso dalle misure contro la crisi imposte dall’Europa, non riesce più a garantire ai propri cittadini….

“Devono morire”. Quante volte l’abbiamo sentita questa frase, riferita ai greci e alle misure economiche che l’Europa ha imposto loro in questi mesi. Bene. Anzi, male. Perché questa volta i greci devono morire davvero. Anzi, muoiono davvero….E tutto questo accade in Europa. Nella vecchia civile Europa della Rivoluzione Francese – libertà, uguaglianza, fraternità. Nella vecchia civile Europa della democrazia, in quell’angolo di mondo – l’unico su tutto il pianeta – nel quale è bandita la pena di morte. Oggi in quel minuscolo angolo di mondo che avrebbe dovuto giustamente pretendere che i propri principi si diffondessero sull’intero pianeta, sembra invece che la macchina della civiltà abbia innestato la retro marcia. Quanti sono i condannati a morte? Non lo sapremo mai perché le statistiche che contano oggi sono quelle che riguardano i dati economici: crescita, debito, spread. Cosa hanno da dire loro i politici europei? Nulla ma certamente c’è da scommettere che chiederanno voti ai superstiti, anche ai familiari di chi sarà morto per la mancanza di un farmaco salva-vita… Tutto per salvare l’economia, nuovo moderno Totem di questa civiltà con la marcia indietro innestata.

L’Europa fa notizia, naturalmente. Ma che dire di gran parte dell’Africa. I greci immolano sull’altare dell’economia e dello sviluppo la loro sanità. Il miliardo di africani – che non hanno sanità e nemmeno sviluppo – su quale altare immolano le loro sofferenze?

Se in passato, ai tempi delle indipendenze, alla fine del colonialismo, gli africani potevano sperare che l’Europa avrebbe potuto aiutare il continente ad innestare la marcia dello sviluppo e della democrazia, adesso, dopo 60 anni e con la odierna crisi economica, le cose sono chiare.

Una civiltà con la marcia indietro innestata non può portare niente di buono, neanche agli africani. In cosa si tradurrà la crisi è un copione che in parte è già andato in scena. Potrà solo peggiorare: cotone, caffè, cacao, le materie prime africane per l’esportazione avranno prezzi sempre più bassi per favorire la crescita, prodotti di prima necessità come il riso, il miglio, la soia, che di solito in Africa si importano, costeranno sempre di più.

Di farmaci e di sanità gratuita in Africa neanche l’ombra e, di conseguenza, l’aspettativa di vita (già bassa) sul listino della Wall Street africana avrà ancora il segno negativo.

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