grecLa Grecia in queste ore catalizza l'interessa dell'intero sistema economico mondiale e di quelle centinaia di milioni di persone che lo utilizzano.

Greciafrica

grecLa Grecia in queste ore catalizza l’interessa dell’intero sistema economico mondiale e di quelle centinaia di milioni di persone che lo utilizzano. Per altre centinaia di milioni di abitanti del pianeta che la Grecia vada in default o meno è del tutto indifferente. Eppure le sorti degli uni e degli altri sono legate, che loro lo vogliano o meno. E, legate per legate, faremmo bene a inserire le vicende greche in un contesto più ampio e non solo ristretto all’Europa. Ci accorgeremmo che il nostro sistema economico non deve temere solo il default greco.

Negli ultimi dieci anni i maggiori organismi economici sovranazionali come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale ci hanno parlato di alcuni paesi africani come di economie avviate a raggiungere presto il nostro livello di sviluppo, protagonisti di una crescita formidabile che avrebbe presto gareggiato con le grandi economie del pianeta, paesi divenuti oggetto di investimenti miliardari che avrebbero distribuito lavoro e ricchezza. Ad oggi le cose non sono andate esattamente come economisti e analisti ci avevano prospettato, anzi.

Molti di quei paesi, soprattutto quelli che a più riprese venivano citati come esempi virtuosi, oggi sono gravemente in crisi. Il Fondo Monetario Internazionale ha accordato al Ghana un prestito di quasi un miliardo di dollari per fare fronte al drastico rallentamento dell’economia. Il prestito è condizionato a draconiane riforme economiche destinate, secondo le famose “ricette” del FMI, a ritrovare una forte crescita.

Ugualmente l’Angola, grande produttore di petrolio, ha dovuto ricorrere ad un forte prestito per fare fronte al calo del prezzo del greggio che ha messo in ginocchio una economia che veniva indicata come una delle più dinamiche del continente, e che invece si rivela una delle più fragili e dipendenti da un unico prodotto di esportazione, come in epoca coloniale.

Sempre per quanto riguarda l’Angola, se poi si va a vedere nello specifico si scopre che il Portogallo ha un sistema bancario esposto pesantemente, di oltre il cinque per cento, nei confronti dell’Angola. Il primo fa fatica a pagare (e lo farà ancora di più se la Grecia andrà in default) e il secondo ha un bisogno sfrenato di quel denaro.

Insomma a fare acqua è un sistema che si fonda su una visione ideologica della crescita e su un meccanismo che non può fare a meno di fare profitti con i guadagni prodotti da uno scambio ineguale delle ricchezze del pianeta: a qualcuno vengono sottratte a costi più bassi di quelli che stabilirebbe il mercato. Qualcun altro se ne avvantaggia in modo esagerato e può chiedere voti e consensi a popolazioni esageratamente appagate. Il problema che tutto questo non funziona all’infinito.

2 comments for “Greciafrica

  1. Enrico Muratore
    30 giugno 2015 at 12:56

    D’accordo con te come al solito

  2. Enrico Muratore
    30 giugno 2015 at 12:56

    D’accordo con te come al solito

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