I migranti e l'enfasi europea

I migranti e l’enfasi europea

fotI ministri degli esteri dell’Unione Europea hanno alla fine approvato una missione navale dell’Unione nel Mediterraneo contro scafisti e trafficanti di migranti. La prima impressione è che si sia usata grande enfasi ma che ci sia poca sostanza. La grande enfasi è riassunta in questa dichiarazione del generale Patrick de Rousiers, presidente del Comitato militare europeo che ha detto: “siamo determinati a rendere difficile la vita dei trafficanti”. Una frase roboante che, a fronte di ciò che è stato deciso farà questa missione, sembra veramente un po’ fuori luogo.

Cosa farà questa missione, che si divide in tre fasi? Nella prima prevede, secondo il testo approvato, sorveglianza e raccolta di informazioni sulle reti criminali, con l’obiettivo – e questo rientra già nella seconda e terza fase – di sequestrare e neutralizzare i barconi usati dagli scafisti anche in acque territoriali libiche, oltre che di arrestare i trafficanti.

Ma per fare questo sarà necessaria una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che dovrà circoscrivere i limiti del mandato della missione, ed il consenso degli Stati interessati, quindi la Libia (ma quale Libia?).

Come si può vedere per passare dalla prima fase a quelle successive ci vogliono una serie di passaggi che non si sa se ci saranno mai. Il rischio, dunque, è che questa missione si fermi alla prima fase, cioè la raccolta di informazioni sui trafficanti e scafisti. Niente male per rendere operativa quella frase roboante del generale Patrik de Rousiers.

All’operazione partecipano 12 Paesi Ue, che hanno messo a disposizione cinque navi, due sottomarini, tre aerei da ricognizione, due droni e tre elicotteri, da dispiegare entro la prima settimana di luglio. Nelle prossime settimane, hanno fatto sapere fonti europee a Lussemburgo, personale militare sarà addestrato per operare «in un ambiente complesso e minaccioso» (la retorica, tra i militari, non manca mai). I costi. Pare che solo la prima fase (cioè sorveglianza e raccolta di informazioni) costi ben oltre i dieci miliardi di euro.

Cosa manca in realtà a questa missione? La cosa più importante, quella di cui non si può fare a meno in operazioni come questa e cioè una politica vera di accoglienza perché malgrado tutte le missioni – ostili o favorevoli, armate o disarmate – i migranti continueranno ad arrivare e bisognerà accoglierli. Innanzi tutto con una politica di quote. Ma di queste cose nella missione appena decisa dall’Unione non c’è traccia. Forse è per questo che è stata votata all’unanimità e senza alcuna discussione. Perchè è vuota e finirà, ancora una volta, a scaricare migranti sulle coste europee e soprattutto italiane.

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