I tempi lunghi della storia

Non si può prescindere dal peso della storia. Allo stesso modo non si può prescindere dalla geografia, una condizione data, immutabile alla quale l’uomo non può che adattarsi. Dico questo perché per comprendere l’Africa di oggi è necessario conoscere il passato e come l’uomo si è adattato a quel dato fisso che è, appunto, la geografia.

Scrive il grande storico africano Joseph Ki-Zerbo: “La natura e gli uomini, la geografia e la storia non sono stati teneri con l’Africa… continente solitario quant’altri mai. L’Africa sembra volgere le spalle al resto del Vecchio Mondo, al quale si collega solamente attraverso il fragile cordone ombelicale dell’Ismo di Suez… Nel cuore del Continente tre deserti si incaricano di aggravare l’isolamento verso l’esterno, frapponendo barriere anche all’interno: a sud il Kalahari, al centro il ‘deserto verde’ della foresta pluviale africana, a nord il Sahara, campione dei deserti, immenso filtro continentale”.

Eppure, secondo Ki-Zerbo queste barriere naturali non sono state muraglie invalicabili ma hanno contribuito pesantemente a rendere relativamente bassa la densità della popolazione africana. E’ stato stimato che intorno al 1500 la popolazione del continente raggiungesse appena i 50 milioni di abitanti. Fu proprio allora che si innestò la più grande tragedia della storia africana, cioè la tratta degli schiavi che fino al 1900 sottrasse all’Africa almeno dieci milioni di persone, le più giovani, creative, nel pieno della capacità lavorativa. Quando tutto ciò finì cominciò il colonialismo, una forma di saccheggio non meno efficace dello schiavismo.

Quale continente, quale realtà sociale, quale società sarebbe in grado di uscire indenne da una serie di avvenimenti di questo tipo? Il peso della storia gioca sul lungo periodo e l’Africa di oggi subisce ancora l’influenza di quegli avvenimenti.

Gli africani avevano la loro storia, che non aveva nulla da invidiare alla nostra: regni, imperi, arte, cultura. Lo schiavismo, il colonialismo, la realtà geografica hanno interrotto o limitato quel corso. Non sapremo mai dove avrebbe portato la storia africana, l’abbiamo bloccata.

Nella storia africana non c’è la rivoluzione industriale, la rivoluzione francese, lo stato nazione, l’economia del profitto… La storia africana avrebbe probabilmente avuto altri valori, altri imperativi. Non necessariamente migliori di quelli della civiltà vincente. Ma altri….

1 comment for “I tempi lunghi della storia

  1. Paola
    7 dicembre 2012 at 11:36

    Ciao Raffaele,
    mi piace, e trovo convincente, soprattutto per coloro che soffrono pregiudizi al riguardo, la tua analisi limpida ed inequivocabile sui condizionamenti che hanno impedito (e tuttora lo fanno) all’Africa e agli africani di essere ciò che meriterebbero essere.
    Diffondo.

    Buona Energia e buon lavoro.

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