Il dio mostruoso dell’integralismo

La complicata e preoccupante situazione nel Nord del Mali sembra essere scomparsa dalla attualità. A riportarla all’attenzione dell’opinione pubblica ci hanno pensato – con scarso successo, peraltro – i guerriglieri integralisti armati del Movimento per l’Unicità e il Jihad che, due giorni fa, hanno ucciso uno dei sei diplomatici algerini sequestrati nell’aprile scorso a Gao, una delle principali città – assieme a Kidal e Tombouctu – del nord del Mali caduto sotto il controllo dei movimenti dell’integralismo islamico armato che orbitano intorno a quel cartello variegato che viene indicato con il nome di Al Qaeda. Il movimento che ha ucciso il diplomatico algerino è lo stesso che, qualche settimana fa, ha liberato, probabilmente dietro riscatto, l’italiana Rossella Urru. Per il rilascio degli ostaggi algerini i sequestratori chiedono all’Algeria che si adoperi per la liberazione di alcuni prigionieri politici e, pare, anche quindici milioni di euro.

L’uccisione dell’ostaggio è probabilmente il risultato dl fatto che l’Algeria resta fedele alla sua linea, quella di non trattare e di non pagare riscatti che rafforzerebbero e darebbero una sorta di riconoscimento ai terroristi. L’Algeria è infatti il paese della regione più preoccupato per ciò che accade in Mali dove il Nord del paese infatti è ormai fuori controllo. I movimenti dell’integralismo islamico hanno estromesso i touareg locali che avevano dichiarato la secessione, hanno sconfitto il potere centrale di Bamako dove la classe politica e l’élite militare sembrano più interessate a farsi la guerra tra loro piuttosto che pensare a riportare sotto controllo una parte del paese.

Così in quel remoto e vasto deserto del Nord sono arrivati tutti. Oltre ad Ansar Eddine, il piccolo e isolato gruppo di integralisti touareg locali, ci sono cellule di Al Qaeda per il Maghreb Islamico, combattenti della surreale, ma pericolosissima, setta nigeriana Boko Haram, qualcuno dice che sono arrivati anche combattenti del movimento somalo degli shebab che, sconfitti o quasi nel loro paese, si starebbero addestrando per compiere attentati kamikaze in Kenya, in Uganda e negli altri paesi che hanno fornito truppe per la missione dei caschi blu in Somalia.

Insomma il deserto che sta a cavallo di Algeria, Mauritania, Niger e Mali rischia di diventare un gigantesco campo di addestramento, un Afghanistan in piena Africa occidentale dove verranno ospitati guerriglieri integralisti di tutto il mondo, senza contare il fatto che una regione come quella eserciterebbe un rischio di contagio fortissimo per i paesi di tutta la regione. Forse si tratta di fantapolitica o di allarmismi esagerati, ma da tutta l’Africa Occidentale – anche da insospettabili e stabili paesi – arrivano notizie di infiltrazioni di terroristi con il compito di rinvigorire i sentimenti islamici delle popolazioni che, in buona parte, sono musulmane.

L’Occidente e i governi locali sembrano paralizzati. La Francia ha fatto ripetutamente la voce grossa ma ha sempre messo le mani avanti: Parigi non parteciperà ad una missione militare che spetta ai paesi della Comunità dell’Africa Occidentale. Questi però non riescono a mettersi d’accordo e, se anche lo facessero, forse non sarebbero in grado di condurre una operazione militare efficace. Insomma lo spettro di un Afghanistan in Africa Occidentale, alle porte dell’Europa, ormai è più che concreto. E, come i talebani afghani che si finanziano con la coltivazione e la commercializzazione dell’oppio, anche gli integralisti dell’Africa Occidentale avranno i loro businnes che garantiranno finanziamenti praticamente illimitati alla loro Jihad: traffico di droga proveniente dall’America Latina con destinazione Europa, contrabbando di armi, sigarette e esseri umani.

Il risultato più triste, tra tutti gli altri, è che le popolazioni musulmane dell’Africa Occidentale, portatrici di un Islam moderato, tollerante, aperto dovranno fare i conti con la potenza devastante di una religione estranea alla loro cultura, con un Dio mostruoso che ha occupato le loro terre, che plagerà i loro giovani e porterà solo guerra e sangue.

2 comments for “Il dio mostruoso dell’integralismo

  1. vitto
    4 settembre 2012 at 18:58

    lezioni di geopolitica in africa. in poche righe viene descritto con cura un problema locale con effetti globali. da maestri!

  2. 4 settembre 2012 at 19:30

    L’Africa subisce un continuo martirio.
    Avevo sperato che il MLNA potesse dare vita a una nuova nazione, ma l’Occidente e l’Onu hanno guardato da un’altra parte. O forse era una copertura per ciò che si voleva che accadesse visto che ancora non ho compreso perchè sia avvenuto il colpo di stato a ridosso delle elezioni.
    Riceviamo tante notizie, ma questo sempre più spesso confonde le idee.
    Grazie per questo articolo

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