Il fotografo di Dakar

Anno 2003. Dakar, Senegal. Avevo ottenuto l’accredito per fare le foto ad un concerto del cantante Ismael Lo e quando mi ritrovai dietro le quinte, mentre l’artista si preparava a fare la sua comparsa sulla scena, constatai che, assieme a me, c’era un fotografo senegalese. Eravamo gli unici due giornalisti accreditati. Ci saremmo certamente fatti un minimo di concorrenza per conquistarci le inquadrature migliori nell’angusto spazio che palco e retroscena ci offrivano. Mi comportai comunque da “bianco” politicamente corretto e trovai il modo di presentarmi al collega e augurargli buon lavoro.

Si chiamava Modu e lavorava da free lance per quasi tutti i quotidiani che si vendevano a Dakar. Aveva una reflex Nikon dall’aria vissuta tenuta insieme da un vistoso cerotto, si interessò della mia Canon ultimo modello e me ne chiese le prestazioni. Il concerto cominciò e con esso il nostro lavoro. In realtà non ci facemmo una grande concorrenza. Io scattavo ogni volta che l’artista assumeva una posizione caratteristica o originale: tre-quattro scatti a ripetizione per essere certo di avere quello giusto. Modu faceva con calma: con lo sguardo non perdeva un attimo della prestazione artistica ma scattava con parsimonia e, mi parve, con un preciso calcolo. Attendeva a lungo in posizione, con l’occhio nel mirino, e al momento giusto scattava il suo click, uno solo, secco, preciso. O era inesperto, oppure molto sicuro di se e della sua macchina – conclusi. Solo verso la fine del concerto fui fulminato da una considerazione: Modu aveva pochi rullini (sia io che lui non eravamo ancora passati al digitale). Cominciai a guardarlo con occhi diversi e quando tornai a parlare con lui, a concerto finito, mi confermò che il suo badget per quell’evento era di un rullino in totale e non di più. Mi feci i conti in tasca e calcolai che io ne avevo scattati quattro e avevo il quinto in macchina. Bella forza!

1 comment for “Il fotografo di Dakar

  1. michele
    1 agosto 2012 at 10:00

    vogliamo le foto :) mi piacciono questi piccoli aneddoti raccontati bene e in modo semplice. ciao!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *