Il mondo capovolto

In Angola la società petrolifera di Stato Sonangol ha portato al 15,08% la sua partecipazione nel gruppo bancario Millennium, il più importante del Portogallo. Le società angolane hanno effettuato investimenti di rilievo in Portogallo dall’inizio della crisi del debito pubblico dell’area dell’euro. Anzi, l’Angola, pare, è uno dei principali acquirenti dei titoli del debito portoghese.

E’ il mondo che si è capovolto: l’ex madre patria, il Portogallo, appunto, viene letteralmente invaso dai capitali della ex colonia che ha una crescita formidabile, quasi a due cifre, grazie ai copiosi investimenti di Pechino. Società pubbliche della Cina, infatti, stanno praticamente rifacendo la capitale angolana, Luanda: strade, ponti, palazzi istituzionali, centri commerciali.

Tutto questo, sulla carta, per la popolazione angolana dovrebbe significare un sensibile e rapido aumento del livello di benessere. L’enorme quantità di denaro che passa in Angola, in teoria, dovrebbe trasformarsi in scuole gratuite, in una sanità di livello e accessibile a tutti.

Purtroppo non è così. Il grande dinamismo economico angolano sta cambiando volto al paese, soprattutto alla capitale Luanda, sta arricchendo enormemente una microscopica classe media e soprattutto sta, ancora una volta, ingrassando una élite politica onnivora che è al potere da sempre: sempre gli stessi dall’indipendenza, nel 1975, ad oggi. Con la guerra civile prima, con la miseria dopo, e con la ricchezza oggi quella classe politica non ha mai saputo distribuire la ricchezza.

Era un problema facilissimo da risolvere: ci sono solo quattordici milioni di abitanti in un paese grande quattro volte l’Italia e ricchissimo di tutto, petrolio e diamanti soprattutto. Quello delle élite al potere è la madre di tutti i problemi in Africa. Sono incapaci, impresentabili, arroganti, violente e con una vocazione incontenibile a svendere le ricchezze dei loro paesi. Eppure, nel mondo capovolto solo loro sono inamovibili.

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