Il Papa e la globalizzazione dell’indifferenza

imagesGlobalizzazione dell’indifferenza. Il titolo lo ha dato il Papa nella sua visita a Lampedusa. Una iniziativa che nel panorama di pallide e insipide prese di posizione degli uomini politici, soprattutto quelli di sinistra, brilla come una luce nella notte.

La visita di Papa Francesco dice almeno due cose che i politici tutti, nell’ultimo ventennio, hanno evitato di dire perchè non le hanno considerate opportune o perché potevano smussare la paura o la preoccupazione di fronte agli immigrati, che porta voti e consensi.

La prima è che il fenomeno immigrazione è un fatto consueto nella storia. I popoli si sono mossi, hanno migrato. Quasi sempre quelli delle regioni più povere sono andati nelle regioni più ricche. A cominciare dai primi homo sapiens che dall’Africa hanno colonizzato tutto il mondo.

Le civiltà che hanno saputo fare di questa contaminazione una ricchezza sono diventate le civiltà vincenti, quelle che hanno attraversato la storia e sono arrivate fino a noi, quelle che si studiano nei libri di storia. Pensiamo ai romani: che altro erano se non non una civiltà multietnica, pensiamo ai faraoni e, per venire ai giorni nostri, pensiamo agli Stati Uniti, la più grande superpotenza militare, economica e politica del nostro tempo. Insomma l’immigrazione non è un fenomeno emergenziale, non accade solo ora, non minaccia solo noi, è un fenomeno globale costante nel tempo.

In secondo luogo la visita di Papa Francesco dice che chi si sposta da un luogo povero e insicuro ad un luogo che offre più vantaggi in termini economici merita tutto il rispetto della Chiesa, dei politici, delle istituzioni e dei popoli che possono evitare di cercare luoghi dove vivere meglio.

Questo Papa è in carica da troppo poco tempo perché si possano raccogliere opinioni sul suo conto in Africa, nelle grandi megalopoli e nelle loro brulicanti baraccopoli dove i giovani hanno un pensiero costante: andarsene, viaggiare, cercare fortuna e mantenere, con le rimesse, la famiglia in patria.

Con questa visita il Papa ha dato loro dignità, ha esortato il mondo a comprenderli, addirittura a offrire loro un posto, insomma a condannato l’indifferenza che da un ventennio (e forse anche di più) narcotizza i nostri politici o, peggio ancora, li scaglia contro il “pericolo dello straniero”. L’Africa tutta, in questa battaglia, è in prima linea.

2 comments for “Il Papa e la globalizzazione dell’indifferenza

  1. 9 luglio 2013 at 07:21

    Sono d’accordo su ogni capoverso dell’articolo.
    Cordiali saluti,

  2. Luigi Consonni
    10 luglio 2013 at 09:31

    Ottimo! Specularmente opposto a quanto ha scritto sul Corriere Magdi Allam. Peccato che lui lo leggono in migliaia sul Corriere, mentre il tuo spazio è Radio Popolare, oltre a buongiorno Africa. Vabbe’, un motivo di vanto in più: te ti si può leggere /ascoltare in posticini piccoli, ma “giusti”.
    Grazie infinite. Non smettere mai di scrivere / parlare.
    Luigi

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