Il Papa nero

downloadC’erano due tabù. Il primo: che un nero diventasse presidente degli Stati Uniti, la più grande potenza economica, politica e militare del mondo. Il secondo: che la Chiesa scegliesse un Papa nero.

Il primo si è realizzato. Barak Obama è stato eletto due volte a capo degli Stati Uniti dove solo 150 anni fa c’era ancora la schiavitù, dove Martin Luther Kink e Malcom X – e con loro schiere di afro-americani – dovettero ingaggiare battaglia con il potere bianco.

La Chiesa sembra ancora lontana. Tra i papabili si parla di un europeo, naturalmente, di un canadese (e verrebbe da dire, anche in questo caso, “naturalmente”), di un filippino, già sarebbe una grande novità. Ci sono anche degli africani, si parla di un nigeriano e di un ghanese, ma come sempre si fanno i loro nomi per una sorta di par condicio. Di fatto non avrebbero chances.

Insomma tra i papabili veri (salvo colpi di scena) non c’è un africano. Eppure la Chiesa deve molto all’Africa che è stata terra di missione per eccellenza, dove i missionari bianchi hanno potuto muoversi come in una palestra, come se fossero in un mondo tutto da evangelizzare, nel quale creare comunità e società solidali. L’Africa ha risposto a questo richiamo: ci sono paesi in cui i cristiani sono la maggioranza e praticano una fede molto più viva e autentica di quanto si faccia in Europa o nei paesi occidentali in genere (le messe colorate e cantate in Africa fanno diventare cristiani anche gli agnostici).

E poi l’Africa ha dato molto alla Chiesa, almeno in termini di vocazioni. Se non ci fossero sacerdoti asiatici, latinoamericani e africani, la Chiesa di Roma sarebbe una piccola presenza nel mondo, forse ricchissima di palazzi, chiese e monumenti ma poverissima di uomini e incapace di parlare loro. Eppure la possibilità di un Papa nero è lontana, lontanissima, o almeno così appare a chi segue le vicende della Chiesa da spettatore e non da analista o da vaticanista.

Il fatto è che la Chiesa sembra più impegnata a difendere aspetti anacronistici, lontanissimi dal nostro mondo, dal mondo globalizzato che si agita fuori dalle chiese e dei conventi. Un modo per interpretare le dimissioni di Benedetto XVI, in questo quadro, è proprio quello di un uomo (la Chiesa) incapace di intervenire e di comprendere il Mondo e la sua modernità che può piacere o meno ma che “é”. E con quella bisogna fare i conti.

Un Papa nero sarebbe rivoluzionario, o forse solo progressista, ormai. E questa Chiesa non lo è ancora.

1 comment for “Il Papa nero

  1. Akua
    14 febbraio 2013 at 09:12

    ma in quale film il Papa Africano non è Papabile VERO visto che il Cardinale Turkson è il FAVORITO tra tutti e vista l’età e la carica che già ricopre in Vaticano sembra essere il candidato migliore…??? p.s. Obama non è NERO…. Obama è mixed, figlio di madre BIANCA e padre NERO. Poi come si definisca e come venga definito dai media per strategia politica e di immagine quella è un’altra cosa…..

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