Il paradosso della Nazione Arcobaleno

Ci sono voluti quasi quaranta morti, giorni di tensione, gli occhi del mondo puntati sul Sudafrica ma alla fine è accaduto ciò che doveva accadere: il presidente Jacob Zuma ha dovuto chiedere alla multinazionale del platino, la britannica LonMin, di ritirare la minaccia di licenziamento dei lavoratori in sciopero. I vertici dell’impresa, di fronte ad una richiesta di tale peso politico, hanno infine accettato. Finalmente la vertenza dei minatori sudafricani può affrontare il tema dal quale era partita, cioè gli aumenti salariali, come accade in tutti i paesi civili.

Se tutto questo fosse accaduto una settimana fa non ci sarebbero state quelle scene intollerabili: poliziotti che sparano alle spalle di lavoratori come loro che chiedono aumenti salariali. Aumenti che, è bene precisarlo, sono il “minimo sindacale” (da 400 a 1200 rand, cioè uno stipendio mensile di circa 1000 euro) per un lavoro a turni, disagiato e pericoloso.

Questa triste vicenda sudafricana è rivelatrice di quanto un sistema economico e una nazione come il Sudafrica (che ha, peraltro, una delle più belle, aperte e democratiche costituzioni del mondo) abbiano come priorità assoluta il profitto.

Zuma avrebbe dovuto dimettersi. Toccava proprio a lui dare l’idea ad una multinazionale come la LonMin che in Sudafrica la priorità del profitto va mediata con la priorità delle vite e del benessere dei lavoratori. Non lo ha fatto. Lo fa adesso tardivamente e, come tutti i politici, cerca di capitalizzare a proprio vantaggio la vicenda mostrando di essere il più rispettoso dei minatori morti. Ha detto di esigere che tutti rispettino il lutto nazionale di una settimana, anche i dirigenti dell’azienda.

Infine una riflessione, ancora sull’economia: le quotazioni del platino sul mercato londinese (il principale di questo metallo) sono schizzate alle stelle, 1490 dollari per oncia. Motivi: la crisi europea, che ha fatto crollare la domanda di platino dell’industria automobilistica, unita agli alti costi di produzione (cioè gli stipendi dei lavoratori) delle miniere sudafricane che sono fonte di due terzi delle forniture mondiali. Insomma è paradossale: la strage di Marikana rischia di avere effetti positivi per la LonMin che è in crisi e conduce una battaglia all’ultimo sangue con due imprese rivali, la Angloplats e Implats. Per tutti andrà meglio, adesso. Se il platino costa di più qualche aumento salariale si potrà pur dare.

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